Mag 102003
 

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  • produttore: bandai_logo
  • anno di produzione 1998
  • materiale: Metallo presso fuso – Plastica
  • accessori: Ali jet scrander, Pilder, set di avambracci, set di mani, piedistallo.
  • altezza: 164 mm
  • peso: 325 g
  • manuale: cartaceo, a colori, libretto, lingua giapponese, molto dettagliato
  • acquisto: Privato da Tokyo
  • assemblaggio : ★★½☆☆
  • finitura e colore : ★★★☆☆
  • posa e articolazione : ★★☆☆☆
  • *estetica : ★★★☆☆
  • confezionamento : ★★★☆☆
  • Media: ★★½☆☆

* In questa recensione il campo fedeltà è sostituito da un giudizio estetico

Il mercato nipponico ,come ogni altro, si orienta verso gusti e preferenze che, approfondite indagini di mercato rilevano e trasmettono agli enti ed alle aziende interessate …..non a caso Bandai opera in questo senso nella fase preparatoria al lancio di ogni nuovo modello che, per qualità dei materiali ed assemblaggio richiede un grosso investimento di capitali.

è stato questo ad esempio, il caso del “gx01b”, ossia la versione black del capostipite che ha dato vita alla fortunatissima linea “soul of chogokin”, il maziger z… la cui idea di realizzazione fu raccolta tra i fan nipponici con un vero plebiscito.. proprio come quella del suo gemello “in nero”..!

Questo diffuso orientamento giapponese di variare il cromatismo originario dei modelli, potrebbe sembrare quantomeno curioso ad un collezionista europeo, ma abbandonata l’iniziale quanto inevitabile perplessità a prevalere e senz’altro la gioia di avere in collezione una versione piuttosto insolita e confrontosuggestiva di un glorioso,vecchio robot del passato!

La parte tecnica del modello in questione è pressoché identica all’ originale “gx01 normal colour”, più che buona quindi, la mobilità articolare che offre molteplici varianti alla classica posa statica a pugni chiusi.

Molto ampia la gamma degli accessori comprendenti, oltre al mitico jet scrander, le cui ali possono variare l’orientamento aerodinamico,set tre diversi set di avambracci e due hover pilder che simulano la configurazione d’aggancio ( il primo si presenta con le ali piegate,pronto ad essere inserito nella testa del robot ) e quella di volo ( nel secondo le troviamo invece dischiuse!)…. una curiosità riguarda proprio lo scrander, che appare qui già assemblato a differenza della versione “colorata” del robot di Koji dove l’apparato aereo richiedeva un, comunque rapido, montaggio.

Al tatto, la verniciatura di gambe, avambracci e jet scrander appare ruvida per il voluto effetto “grezzo” della verniciatura… Buono l’extra contenuto in questa versione, ossia una miniatura metallica del pilota Kojii Kabuto, prerogativa, la riproduzione dei piloti, presente nelle varianti black dei principali modelli della gamma chogokin.

Il manuale è esattamente lo stesso della versione a colori… se non che… si presenta anch’esso nella variante black.. ossia … in bianco e nero!!!

Poche le pecche, tra le quali la mancanza di uno snodo che permetta al busto di inarcarsi quel tanto che basti a simulare il “raggio termico” il missile centrale , inoltre, appare dietro uno sportellino ribaltabile situato sulla fascia addominale… ma è fisso e non si può lanciare, cosa che invece avviene nel recente ” gx-01 restyling” (ma ahimè…anche in questa nuova evoluzione lo snodo per il busto è assente!)

In conclusione… una piccola curiosità… nel primo mitico combattimento, che vedeva un, ancora inesperto, Koji pilotare maldestramente il suo colosso d’acciaio (come non ricordare la frase “… RIESCO SOLO A FARLO BALLARE!!!!”) accade un fatto curioso… Colpito da una scarica incandescente sprigionata dal mostro meccanico Dablas m-2 Mazinga rimane praticamente illeso ma la scarica ha l’effetto di… annerirlo!!! Rendendone l’aspetto pressoché identico a quello stesso modello “black” che Bandai avrebbe prodotto 26 anni dopo!! …. Che i nostri amici dagli occhi a mandorla abbiano tratto l’ispirazione proprio da questo episodio?!!

Modellino e recensione di Luca “Comet” “Re delle Tigri” Esposito 10 Maggio 2003

Screen che mostra la versione BLACK della serie TV

…l’origine dei S.o.C. BLACK?

Quella delle serie speciali è stata una grande trovata da parte della Bandai, per spillare denaro anche a coloro che la collezione S.o.C. l’avevano già completata con le serie standard, e non è certo una novità nell’ambito del collezionismo!

Da sempre esistono serie speciali per ogni oggetto di culto, siano essi dei francobolli oppure semplici lattine.
La serie “BLACK” nasce a questo scopo. Le caratteristiche salienti sono: colorazione a tre tinte (nero, argento ed oro), eventuale plus nella confezione (solitamente la riproduzione in metallo del pilota), confezione speciale e tiratura (forse) limitata.
Strutturalmente il modello è identico in tutto e per tutto al Gx-01, stessi snodi, stesse proporzioni, stesse finiture. Cambia come già detto la verniciatura, che sostituisce al, forse troppo vivace, blu, un bel nero opaco/grezzo. L’aspetto seppur “snaturante” è di una certa eleganza e non metto in dubbio anche un certo fascino, tanto che, fermo sostenitore dell’idea di evitare la caduta in tentazione su queste serie, il mio proposito ha cominciato a vacillare appena viste le foto in dettaglio.

In conclusione, dovendo dare un giudizio dobbiamo distinguere due aspetti: se consideriamo l’aspetto qualitativo, è un modello che presenta gli stessi pregi/difetti dell’originale da cui deriva, forse la vernice opaca migliora un po’ le finiture e la miniatura del pilota non è affatto male, quindi se ne deduce che sia un acquisto obbligato; se però chiamiamo in causa la fedeltà di riproduzione, la cosa si fa difficile perché, ovviamente, non esiste un Mazinger Z nero con finiture oro (escludendo la variante bruciacchiata), e se si prende di punta anche il fatto che la tiratura non è così limitata e non si vuol sottostare ad una legge di mercato, le idee cominciano a ingarbugliarsi ancora di più. Dunque, che fare? Bhé, come mai in questo caso, se piace è da comprare!
Da segnalare che del Gx01 è stato rilasciato anche un esemplare denominato: Kurogane no shiro version che presenta colorazione simile al BLACK, ma a finitura lucida. Da quel poco che so la tiratura è limitatissima e si presenta in una anonima scatola bianca.

Michele