Giu 072017
 

Shadow Lady è un personaggio ideato dal mangaka Masakatsu Katsura, basato sulle suo principali passioni: gli eroi dei comics americani e la Fi..gura femminile delle teens.

Per la verità, dietro ogni giapponese un po’ maniaco e che disegna fumetti, spesso c’è molto di più ed in una serie che può sembrare banale e piena di fan service, al primo sguardo, magari si scoprono tematiche e profondità di argomenti non immaginati.

Insomma, pur non spingendomi a tali limiti, devo dire che i disegni di Katsura sono sempre stati pregevoli, almeno quelli della maturazione artistica, con un proprio stile delicato e pulito fino ad un certo periodo e sempre più occidentalizzante con la serie di Zetman.

Per dettagli su chi sia ed il suo percorso artistico, rimando ad altri siti, basta fare una ricerca. Mi limito a dire che questa Shadow Lady si posiziona a circa metà percorso, in una via di mezzo fra le giovani protagoniste alla Video Girl Ai ed i tormentati super eroi alla Zetman, con una bella dosa di Majocco, le maghette che si trasformano con bachette, tamburelli o come in questo caso trucchi magici.

Parlamo invece della statua proposta dalla Fewture nel 2001, quindi ben 16 anni fa!

Intanto va detto che non è semplice trovare qualcosa che rappresenti bene il tratto di Katsura, senza stravolgerlo, per la verità si possono contare sulla punta delle dita, statue che rappresentino soggetti di Katsura ed ancor meno che non puntino sul lato sexy del personaggio.

In questo caso, lo scultore, Yamazaki Shigeru a fatto davvero un ottimo lavoro e la figure, specialmente vista nella sua scatola con sfondo a tema, pare uscire direttamente da una delle tavole del maestro Katsura.

Il composite completo, vede Shadow Lady posata su una colonna, anch’essa nello stile uban gotico del manga, con accanto la mascotte, anche’essa che richiama il mondo della maghette.
Parlando della confezione, è sicuramente curata e ben concepita. Protegge adeguatamente la statua e volendo permette, tramite la grande vetrina frontale e lo sfondo illustrato, di esporre tutto, senza nemmeno tirare fuori l’oggetto.

Qualitativamente, gli anni si fanno vedere e se oggi, bisogna impegnarsi per trovare statiche con problemi di bolle e finiture, almeno nelle produzioni giapponesi, qui qualche imprecisione c’è, anche se considerando l’anno di uscita ed il costo, devo dire che probabilmente all’epoca era una produzione di altissimo pregio.

Personalmente, vista la carenza di rappresentazioni e la buona qualità complessiva, nonché la qualità con cui è stato scolpito il tutto, non posso che consigliarla, raccomandando di porre molta attenzione ad esemplari con scatola solarizzata. Molto a rischio, data l’ampia vetrina e la facilità con la quali è facile che venga esposta.

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