Mar 232010
 
  • produttore:
  • anno di produzione 2009
  • materiale: Metallo presso fuso – Plastica
  • accessori: piedistallo, mezzi di supporto
  • lunghezza: 30cm
  • peso:
  • manuale: cartaceo, a color
  • acquisto: web shop giappone
  • assemblaggio : ★★★☆☆
  • finitura e colore : ★★★☆☆
  • posa e articolazione : ★½☆☆☆
  • fedeltà : ★★★★☆
  • confezionamento : ★★★☆☆
  • Media: ★★★☆☆

La ventottesima uscita della serie Shin Seiki Gohkin di Aoshima ormai segue un trend che a visto la casa della grande A, allontanarsi sempre più dai character robotici e privilegiare navi spaziali e mezzi in generale. Parliamo, infatti, del Nautilus della serie Fushigi no umi no Nadia (conosciuta in Italia come Il mistero della pietra azzurra). Per dettagli su questa interessante serie, rimando direttamente a Wikipedia. Sottolineo soltanto che è una visione consigliabile, fosse anche solo perché di quel Hideaki Anno che poi partorirà Evangelion…

Detto questo passiamo a descrivere il modello in questione.

Il questo SGM-28, fin dalla confezione, rappresenta bene lo standard di Aoshima, quindi scatola adeguatamente grande, tanto polistirolo, accessori pochi e molto metallo.

La versione che ho preso io, è considerata “limited” anche se non è stato questo il motivo della mia decisione, ma semplicemente questa, rappresenta il vero colore del sottomarino, mentre la versione “normal” è di un colore blu che dovrebbe simulare le immagini di quando il Nautilus è in immersione. Seconda cosa, decisiva nella scelta, è stata la presenza della miniatura del Gratan in scala maggiore. Nella versione normal è sostituito da una miniatura del capitano Nemo.

La verniciatura è finitura opaca e stesa uniformemente. Direi che l’aspetto complessivo è più che soddisfacente. Anche i particolari son ben dettagliati, direi anche qui nella media dei veicoli di Aoshima.

Il corpo principale è dotato di aperture per i banchi missili di poppa e di prua. Quest’ultimi sono comandabili tramite un pulsante a molla e si possono far aprire tutti contemporaneamente. Sotto ogni singolo boccaporto è riprodotto il tubo di lancio. Gli sportelli di poppa, invece, sono un po’ meno semplici da aprire e da richiudere, essendo dotati di un sistema a slitta. Ancora meno facili sono da richiudere dato che va spinto verso il basso il banco lancia missili e poi fatta riscorrere in sede la slitta del boccaporto. Carino ma decisamente poco funzionale e delicato.

Le ventole che si vedono sulla parte superiore del sommergibile non sono movibili.

Sempre dal corpo principale, si può estrarre la cabina di pilotaggio completa (come si vede nel cartone) ed ha questa si può agganciare il piccolo batiscafo a forma di sfera.

Lo sganciamento si ottiene con un sistema grezzo (forse troppo) ma funzionale, ovvero un foto sul fondo del mezzo, permette di far leva con un dito e di far fuoriuscire dallo scafo principale il mezzo secondario.

Fugo ogni dubbio. Non vi sono impianti elettronici di luci o suono. Peccato perché probabilmente per due led il posto c’era. Magari una modifica che qualche modellista potrà realizzare senza troppe difficoltà.

I mezzi accessori standard sono davvero piccoli, ma ben dettagliati. Siamo a livello di Bandai e questo per Aoshima è un complimentone. Trovano posto nell’hangar a poppa del sottomarino.

Meno meglio, se l’è cavata con il Gratan grande. Questo, per dimensioni, poteva certamente essere fatto meglio. La verniciatura è buona, così come i dettagli. Peccato che sia un pezzo unico, comprese le ruote. Davvero un peccato non aver valorizzato questo simpatico mezzo. Un’occasione sprecata, anche se sempre meglio delle orride figurine made in Aoshima.

Tutto questo ben di Dio, meritava forse un posatoio un po’ più raffinato rispetto al semplice supporto, sul quale il Nautilus viene appoggiato e non fissato. Non si può avere tutto.

In conclusione, trovo raccomandabile, per chi ha amato il mechadesign della serie, l’acquisto di questo Nautilus, non solo perché unica nel suo genere, ma perché è pure fatta bene.

La versione da scegliere, per me resta questa, ma anche il blu non sfigura.