Ago 172005
 
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  • produttore: bandai_logo
  • produzione: Novembre 2001
  • materiale: Metallo presso fuso – Plastica
  • accessori: Getter1, Getter 2, Getter 3, le tre Get machines, set di mani alternative, due tomahawk, getter wing, basi/camion per le machines e piedistallo per i robot
  • altezza: 164 mm
  • peso: Getter 1 335 g, Getter 2 232g, Getter 3 262g
  • manuale: cartaceo, a colori, libretto, lingua giapponese, molto dettagliato
  • acquisto: www.giocattolivecchi.com
  • Prezzo all’origine: 15,740 Yen
  • assemblaggio : ★★½☆☆
  • finitura e colore : ★★☆☆☆
  • posa e articolazione : ★★★☆☆
  • fedeltà : ★★★½☆
  • confezionamento : ★★★☆☆
  • Media: ★★★☆☆

Il Gx-06 della Bandai è stato, dopo il Grendizer, il modello più atteso nella storia di queste mitiche produzioni.

La confezione è in assoluto la più grande, supera in profondità anche quella del Gx-04 ed il motivo è presto detto. Come nella serie televisiva, anche la riproduzione della bandai racchiude nel singolo nome “Getter Robo” tutti e tre i singoli robot con relativi accessori e unica immensa base.

A differenza di una nota versione denominata “PERFECT CHANGE” il Getter della bandai presenta le tre “entità” totalmente indipendenti e gli aspetti intermedi della trasformazioni si ottengono montando accessori appositamente studiati per ricalcare l’ effetto della serie animata, pur non sacrificando la precisa corrispondenza estetica dei modelli. Questo, ovviamente si è reso necessario a causa della particolare natura “trasformista” del Getter che nella versione originale, cambiando, non operava semplice mutamenti meccanici (come molti altri robot nagaiani) ma si esibiva in “straordinari” quanto poco probabili mutamenti di volume, massa, e colorazione.

Finita la lunga ma dovuta introduzione, passo ora ad illustrare i modelli.

Partiamo dal Getter 1.

Le proporzioni, come ormai di abitudine nei modelli Soul of Chogokin, sono fedeli all’originale animato; le articolazioni sono buone, molto simili al GX-02, come del resto le plastiche e la verniciatura, che appare più resistente del GX-04. Il mantello in materiale plastico, è poi ottimamente verniciato con lo stesso tono di rosso delle parti metalliche, e la finitura lucida non risente molto dell’ effetto” impronte digitali”. Da segnalare la discutibilissima scelta operata per lo snodo della testa, che rende l’ articolazione ben visibile e poco attraente esteticamente. Nell’ esemplare in mio possesso si nota anche la notevole discrepanza del colore assegnato ai pugni, di 2 toni più chiaro rispetto al rosso delle altre parti. Rispettando la serie animata, il robot non ha molti accessori, che si limitano alle due asce, di qualità discreta, una seconda testa con le “corna” orientabili per l’ effetto muta forma, il mantello asportabile, il solito set di pugni ed avambracci non sparanti (il getter è uno dei pochi se non l’ unico a non sparare i pugni in faccia al nemico) e la get machine rossa EAGLE.

Il Getter 2 a mio parere è il pezzo migliore di tutto il kit. Per questo modello la Bandai ha dovuto studiare tutta una serie di nuove articolazioni, che hanno reso il modello il più snodato di tutti, con una possibilità di posa notevole per un kit in metallo. Le colorazioni, come per il Getter 1 sono al top e non vi sono discrepanza fra metallo e plastica. La trivella poi è fantastica e ruota su cuscinetto. Anche l’ altro arto è ben costruito ed articolato. La tenaglia ha la possibilità di essere aperta e chiusa. Le proporzioni sono ok e come accessorio, anche se non necessaria, è presente una staffa di sostegno per il posizionamento sul piedistallo. Accessorio unico: la get machine bianca JAGUAR

Terzo ma non ultimo il Getter 3. Anche questo rispecchia nella forma e nelle proporzioni la serie animata. Anche lui è in scala con gli altri due e presenta, come per il Getter 2 una novità. La particolare forma delle braccia è stata riprodotta con una serie di articolazioni veramente spettacolari, che permettono al modello di assumere praticamente ogni tipo di posa. Colorazione all’ altezza e cingoli in gomma funzionanti completano il tutto. I missili accanto alla testa sono orientabili. Anche qui parti per la trasformazione e Get Machine gialla, il BEAR.

Parlando della confezione nel suo insieme va segnalata la mancanza della nave comando di Michiru, presente nell’ edizione limitata CHROME Gx06M. Tutti gli elementi sono intercambiabili e come suggerito sia sulla scatola che nel manuale, grazie a questa caratteristica è possibile creare molte altre combinazioni oltre alle tre classiche, anche se questo può causare un bel malore ai puristi del genere.

Come segnalato più sopra, la base è unica per tutti e tre i robot, mentre le Get sono alloggiate su tre singole “basettine” dalla forma (abbozzata per il vero) di camion. Tutti gli accessori usati per il trucco delle combinazioni sono furbescamente nascosti sotto il getter 3, mentre il resto degli accessori, “più ufficiali”, è posizionato alle spalle dei robot.

Il manuale è completo ed illustra tutte le mosse per effettuare i cambi di configurazione.

In definitiva un ottimo modello, fedele in molti aspetti tranne che in quello, impossibile da realizzare: la fedeltà nelle trasformazioni, che in alternativa altri modelli pagano sacrificando la fedeltà nella riproduzione.

Meglio la Bandai!

  2 Commenti per “Gx-06”

  1. penso che il lavoro sarebbe decisamente complicato, ma fattibile a condizione di dover poi riverniciare poi tutto e di trovare i perni metallici. Al limite convine valutare con degli uniball di plastica o dei revo, ma la vedo comunque dura e secondo me non conveniente per il risultato finale

  2. ehilà!
    una curiosità: ho notato che nel getter 2 (sia questo che quello della serie G) gli snodi delle ginocchia agiscono in una sola direzione, secondo voi è possibile sostituire i giunti plastici con i giunti delle donne robot? spero di essermi spiegato…