Ago 172005
 
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  • produttore: bandai_logo
  • anno di produzione 2002
  • materiale: Metallo presso fuso – Plastica
  • accessori: Ali Venus scrander, Queen Star, set di mani, piedistallo.
  • altezza:
  • peso:
  • manuale: cartaceo, a colori, libretto, lingua giapponese, molto dettagliato
  • acquisto: www.animerobot.com
  • assemblaggio : ★★★★☆
  • finitura e colore : ★★★★☆
  • posa e articolazione : ★★★★☆
  • fedeltà : ★★★☆☆
  • confezionamento : ★★★★☆
  • Media: ★★★★☆

Come per Mazinga Z, anche la serie de Il grande Mazinga presentava un robot femminile a fare da spalla a quello principale : Venus.

A differenza delle sue progenitrici però, Venus è molto più potente, più dotata e soprattutto un vero supporto per la squadra degli eroi, anche se tutto questo non le evitava lo stesso destino di misera distruzione comune a tutti i robot precedenti.

Il modello presentato dalla Bandai è l’ ultimo della serie “economica” e presenta come di consueto alcuni elementi in comune con gli altri. Il corpo del robot in particolare è sempre lo stesso, con buona pace delle diverse proporzioni. In questo modello però sono visibili modifiche più pesanti, dovute alla notevole differenza che Venus presenta rispetto al GX-08. Gli avambracci presentano una lama lungo il fianco, polsi e caviglie sono ornati, non sono presenti ginocchiere (che limitavano un po’ l’angolo del ginocchio), l’ articolazione della testa presenta uno snodo più sofisticato per la messa in posa durante il volo, molto simile al nuovo GX-02r..

Particolare cura è stata dedicata al meccanismo dei capelli. Se nella serie animata non ci si faceva troppi problemi utilizzando una chioma che si deformava elasticamente, realizzare un modello reale è stata tutt’altra cosa, e così per poter impiegare il venus scrander in modo corretto i progettisti hanno previsto la possibilità di ribaltare una parte dei capelli, così da poter ospitare il corpo motore in maniera corretta, nonché poter posizionare la testa in orizzontale. Un meccanismo esteticamente valido e molto funzionale. Lo scrander poi si fissa al corpo del robot come accade per il GX-01, ovvero tramite un incastro sulla schiena e l’ anello in vita.

Per il resto vale tutto quello di buono che si poteva dire per il GX-08 se non anche di più, quindi massima snodabilità e posabilità, con una ancor migliore verniciatura, più rifinita e priva del problema di finitura fra le giunture degli elementi stampati.

La confezione oltre al robot, comprende due coppie di missili, tre di mani: pugno, aperta e in posizione per il lancio dei “missili digitali”, la regina delle stelle (che come per i GX-01 e GX-02 è separata dal corpo), ed il Venus Scrander (le ali di Venus), completa la dotazione la stessa base utilizzata per il GX-08. Tale quantità di accessori permette a questo S.o.C. di classificarsi come la più ricca del parco dedicato alle “lady di ferro”!

Volendo proprio trovare qualche difetto, oltre alla già citata, dubbia proporzionalità rispetto alle altre robot, i seni sono troppo più grandi rispetto al GX-07 sciupando un po’ il profilo estetico, le parti in gomma morbida (mani ed antenne) non sono in plastica tinta in pasta, ma bianche e poi verniciate, questo fa si che in alcune pose si noti il bianco originario e poi ci sono le solite viti a vista.

In conclusione, se vi è piaciuta Aprhodia A, non fatevi mancare il top di questa serie e correte a procurarvi la regina delle signore in lega, un acquisto senza rimpianti!