Giu 202020
 

Recensione Soul of Chogokin Gx-74: Getter Robot one Dynamic Classics

Produttore:
Data prod.:
24 Giugno 2017
Materiali:
ABS, PVC, diecast
Accessori:
Due volti, 4 set di mani + coppia mani per stratta con il Great Mazinger, 2 set di avambracci + inserto per simulare il lancio avvenuto, missile centrale, corazza bacino con incavi maggiorati, Brain Condor, Brain Condor modalità aggancio, due spade, scrander dash chiuso, esteso con due coppie di ali, great booster + punta estesa, punte e lame tibiali, ginocchiere specifiche per le lame, doppia V del boomerang con e senza attacco, stand espositivo con vano porta minuterie e supporti aggiuntivi
Altezza:
180 mm circa
Peso:
323 g
Manuale:
Libretto a colori e foglietto b/n
Fornitore:
ZonaHobby.com
Prezzo orig.:
15,400 yen
Il voto dei visitatori:
[starrater tpl=45]

Presentato in contemporanea con il Mazinger Z ed il Great Mazinger, il Getter (1) completa il trittico dei nuovi S.o.C. Dynamic Classic. Con questa linea Bandai, propone di cambiare approccio al design, avvicinandosi il più possibile al mecha design delle versioni animate in casa TOEI, piuttosto che proporre una evoluzione dei vecchi GA Popy.

Con il supporto di Kazuhiro Ochi, un team specificatamente selezionato per questo progetto, ha rivoluzionato la base tecnica su cui son stati prodotti quasi tutti i Soul di scala piccola a partire dal Gx-01 del ’97.

A distanza di ben vent’anni, andiamo a vedere in cosa ci son stati miglioramenti ed in cosa no.

La confezione

Le proporzioni della scatola sono identiche degli altri D.C. come anche il concept grafico. Il che aiuta a mantenere una certa coerenza stilistica ed identità di prodotto.

Aprendo la scatola, nessuna novità anche all’interno. Gli accessori sono suddivisi fra i blister e la base, che nei Dynamic Classic, è stata rivista ed evoluta, per essere un contenitore per le parti più piccole.

Dotazioni ed accessori

Se non consideriamo l’assenza dei Getter 2 e 3, la dotazione è discreta.

Nella serie animata classica, a differenza dei Mazinger & Co., il Getter Robot non usa molte armi. Ha soltanto il Getter Tomahawk come arma bianca ed è quello troviamo in confezione.

Per assecondare i due stili principali di caratterizzazione, sono poi state aggiunte delle parti opzionali per alterare i lineamenti di volto e petto.

Cospicua la fornitura di mani alternative, ben cinque coppie.

Completa la dotazione del robot l’immancabile mantello, che fa da ala stabilizzatrice, durante il volo. Oltre ad essere fra gli elementi iconici dell’intero design.

Assieme al Getter (1) forse per cercare di avvicinare un po’ la dotazione a quella del GX-06 e non avendo in previsione a breve di produrre i due Getter mancanti, son state inserite le Getter Machine.

Queste hanno ben due possibilità di esposizione: una più classica su rampe di lancio, l’altra agganciate ad un estensione dello stand, con tanto di effetto posto bruciatori da applicare.

Manuale, nello standard di questa serie.

Qualità e finitura

Rispetto ai precedenti D.C. non ci sono particolari colpi di scena. Le finiture sono buone, come d’altronde nella quasi totalità di questi prodotti.

Qualità delle plastiche, dettagli, verniciatura sono tutti ottimamente realizzati. A differenza del Gx-70, non si individuano particolari segni di sprue e in generale, l’esemplare recensito non presenta nessun difetto.

Gli accessori si montano bene e sono stabili. Va posta attenzione a come si posizionano le spalle ed il collo, perché a causa del design del robot, queste potrebbero urtare la pettorina e farla saltare dalla propria sede.

Rispetto al Gx-72 i femori sono stati in parte colorati con il colore del bacino. Un accorgimento che aiuta  a nascondere ulteriormente lo snodo femorale.

Personalmente non ho gradito la tonalità delle parti blu. Troppo calda.

Le tre Getter Machine sono ben dettagliate e dipinte, ma totalmente plastiche. Carino lo stand espositivo dedicato, con l’effetto trasparente.

Articolazioni e posabilità

Come per i Mazinger, anche il Getter D.C. fa un bel salto in avanti, rispetto al vecchio GX-06. Tutte le articolazioni, sono ben mimetizzate e garantiscono una superiore mobilità al corpo. Anche in questo robot è presente la corazza del bacino alternativa, con gli incavi maggiorati. Per una maggior di posizionare i femori ad un angolo maggiore senza dover avere brutture estetiche.

Articolazione ventrale e caviglie sono estensibili, anche se solo di poco. Permettono però di dare una mobilità accettabile. A differenza del vecchio Gx-06 il torso non ruota longitudinalmente. Solo il bacino ma di pochissimi gradi.

Differente è anche l’articolazione del collo. Il nuovo Getter (1) può posizionare la testa quasi ad angolo retto, con un sistema di articolazioni che ricorda un po’ il Gx-04. La testa è infulcrata su una sfera ancorata al collo. La base del collo non è fissa come nel Gx-06 ma su una ribaltina che permette una semi ribaltamento sull’asse sagittale del busto.

Complessivamente le buone considerazioni sui nuovi corpi di questi Dynamic sono pienamente confermate.

Fedeltà

Nati per essere le migliori rappresentazioni dei Nagaiani in versione TOEI e non come evoluzioni dei vecchi Popy, anche questo Getter consolida il risultato.

Difficile fare appunti su come sia stato interpretato il design originale, anche perché durante la serie è assai mutevole. Siamo decisamente migliorati rispetto al Gx-06 che, per quanto carino, rappresentava forme e proporzioni lontane, almeno visto con gli occhi di oggi.

Come per il Mazinger Z si rinuncia a qualche gimmick carina, come ad esempio al tastino per aprire l’emettitore del raggio Getter, sostituto da una semplice ribaltina e non ci sono elementi per simulare la trasformazione. Anzi non c’è proprio la trasformazione né la scomponibilità del robot e questo può essere un bel meno sulla tabella dei voti, ma tutto sommato non era nel progetto ed è giusto non ci sia.

Le tre Getter Machine sono carine, ben dettagliate e proporzionalmente più corrette rispetto alle vecchie. Come anticipato non ho trovato azzeccatissimo il tono di celestino usato. Un colore leggermente più freddo sarebbe stato, a mio parere, più coerente e fedele.

Nota di merito per lo sculpt dei volti. Parte iconica del mecha design del robot.

Riflessioni e soluzioni tecniche

Indubbiamente l’obietto è stato centrato e tutta la serie si è mantenuta sui criteri per cui era nata. La caratterizzazione è ben fatta ed azzeccata, le forma più longilinea è conforme a quanto già visto e quanto dettato dai canoni del design delle versioni Toei interpretate dall’ottimo Kazuhiro Ochi. Inutile ripetere che questo GX perdono tutti gli aspetti “giocattolosi” dei precedenti Soc di vecchia data. Sono modellini a tutti gli effetti per un pubblico che con il passare degli anni è invecchiato ulteriormente e poco gli importa dei pugni sparanti (detto che comunque Getter non ne fa uso).

L’amaro, amarissimo, punto dolente è l’assenza alla data di messa in commercio del Getter 2 e Getter 3. Non solo nella confezione, ma anche nella programmazione.(*)

Conclusioni e Pagella

Dico subito che per chi è fan del Getter Robot non c’è motivo alcuni di evitare l’acquisto di questo Soul of Chogokin. Anche avendo in bacheca il Gx06  e considerando nel numerose interpretazioni e varianti disponibili, questo D.C. racchiude tutti gli stilemi del Getter visto in TV. Lo si può tranquillamente indicare come la migliore interpretazione possibile del Getter TOEI ottenibile in un action figure.

Ovviamente i compromessi ci sono, ma sono trascurabili.

Quello che non è trascurabile è che nasce incompleto. Il mecha di Getter Robot è trino e se anche per voi che leggete, come per chi sta scrivendo, sta cosa è imprescindibile, sicuramente dovrete sborsare e non poco in futuro per completare il trittico.

 

LA NOSTRA PAGELLA
: ★★★★☆
: ★★★½☆
: ★★★★½
: ★★★★½
: ★★★★½
Media: ★★★★☆
PRO
  • un progetto tutto nuovo
  • fedeltà ai massimi livelli
  • buoni materiali
  • buona posabilità
CONTRO
  • non presenti Getter 2 e 3
  • il celeste usato ha un tono troppo caldo dal vivo
  • non si scompone
  • nessun gimmick

Galleria fotografica

(*) nel momento in cui ho scritto la recensione non erano stati ipotizzati i successivi SOC dei Getter 2 e 3.