ago 302010
 

Da sempre per chi colleziona modellini plastici, vecchi giochi o auto modelli uno dei problemi più grosso è la gomma ed il suo mantenimento.

Imporrata, screpolata, appiattita, deformata… in qualsiasi caso non si ripara, spesso è difficile da riprodurre e quasi mai si trova un pezzo di ricambio in condizioni decenti, fatto salvo per eventuali fascioni delle auto RC.

Condivido quindi con voi, qualche piccola raccomandazione nata dall’esperienza.

Per quanto riguarda l’esposizione di modelli radio comandati, vanno tenuti sempre sollevate e non devono appoggiare sulle gomme;
per lo stoccaggio è sempre buona cura levare i fascioni dai cerchi e riporle in un sacchetto con il trattamento che di seguito vado a suggerire.

Il degrado più comune della gomma è legato alla evaporazione dei solventi di cui la mescola è composta. Questa evaporazione crea una processo degenerativo (che per la verità colpisce anche la plastica ma in tempi infinitamente più lunghi) ed è difficile da contrastare.
Vi sono praticamente due tecniche entrambe valide e che variano solo per la sostanza usata per conservare.

Nel caso dello stoccaggio, è consigliabile l’uso del semplice borotalco. Io ho usato quello della Roberts, funziona, costa relativamente poco ed impedisce l’imporrare della gomma. Il rovescio della medaglia è che non sia esteticamente raccomandabile, usarlo su pezzi in esposizione, siano essi in scatola che no. L’ovvia ragione sta nella stesso componente utilizzato…

In alternativa e poi per l’esposizione, si può utilizzare un lubrificante siliconico, sia esso grasso o olio.

L’applicazione è abbastanza semplice, ma in caso di elementi particolarmente complessi e per risparmiare un po’ di prodotto io uso un metodo un po’ particolare.

Mi procuro un sacchetto, di dimensioni adeguate (perdonatemi ma quello in foto è un po’ piccolo). Inserisco gli elementi da trattare, assicurandomi che abbiano un po’ di spazio per muoversi liberamente all’interno del sacchetto.

Chiudo l’apertura del sacchetto, con un laccio od un semplice elastico e vi inserisco la cannuccia della bomboletta.

Collego poi il tutto alla bomboletta e riempio il sacchetto col lubrificante, assicurandomi una certa nebulizzazione. Una volta “gonfiato il sacchetto”, agiro un po’ per far si che il lubrificante, si sparga su tutta la superficie del pezzo.

Se le parti da trattare sono grandi o particolarmente complesse può essere necessario ripetere l’operazione, mantenere il sacchetto chiuso per 24h e controllando regolarmente se è necessario ripristinare “la bolla”.

Una volta pronto si apre il sacchetto e si estraggono le parti.

Fate attenzione, che appena levate, risulteranno molto untuose, questo perché il lubrificante in eccesso deve ancora essere in parte assorbito ed in parte evaporare, quindi se il modello deve essere posto in scatola, fate attenzione alle parti in carta o cartone altrimenti basta porlo in vetrina, facendo attenzione di non far toccare la gomma a terra.

Il trattamento va ripetuto ciclicamente, dipendentemente dall’ambiente dove sono i modelli, grado di umidità e temperatura, nonché presenza di polvere. Un allarme tipico che spesso anticipa i primi segni di degrado è la comparsa di una sostanza biancastra sulla superficie della gomma, che ne schiarisce il colore e la rende più opaca.

Infine questo metodo non funziona sulla gomma già imporrata o crepata. A quel punto non si può fare altro che cercare un ricambio e soprattutto ALLA LARGA DA ALTRI LUBRIFICANTI CHE NON SIANO A BASE DI SILICONE… sono estremante corrosivi e dannosi per la gomma.

mag 232004
 

  • produttore : NIKKO distributore per l’Italia – Linea GIG
  • anno di produzione 1986
  • materiale: Metallo – Plastica
  • accessori: Manuale (non presente nell’esemplare),radiocomando con antenna retrattile
  • alimentazione: 8 batterie stilo AA, 1 batteria 006P 9 v. Predisposizione per accumulatori ricaricabili
  • manuale: cartaceo, A3 pieghevole
  • trazione: 2wd con trasmissione sulle ruote posteriori con differenziale
  • funzioni: marcia vanti (x2 con turbo), marcia indietro, svolta a destra e sinistra. cambio a 2 rapporti
  • sospensioni: anteriori indipendenti ammortizzatori verticali,  posteriori a ponte, ammortizzatori orizzontali
  • acquisto: Acquisto da privato

Dopo infinite ricerche finalmente sono riuscito a trovare in Inghilterra una fra le meno vendute (e quindi + rare) Nikko del catalogo ’86: la Black FOX.

La black fox fa sempre parte della serie più economica e come fascia di prezzo si posiziona a metà strada fra la turbo panther e la super fox. E’ una due ruote motrici. Le ruote hanno configurazione tipica delle dune buggy e quindi lisce con scanalature davanti, tassellate e larghe dietro. Le sospensioni sono indipendenti anteriormente, mentre il retro treno è basato sul principio del ponte rigido. Particolare la configurazione degli ammortizzatori posteriori posti in orizzontale. Nulla da dire se non fosse che l’escursione è molto limitata e metà della molla in realtà è finta!

La black fox monta lo stesso motore della super fox, le prestazioni sono praticamente le stesse, anche si risulta più agile, soprattutto grazie al minor diametro di sterzata. Rispetto alla sorella 4wd, come ovvio, si trova invece più in difficoltà su fondo accidentato.

Ultima nota, contrariamente agli altri modelli la fox ha un antenna di metallo posizionata al centro del corpo machina. Non so dire il motivo della scelta, ma la trovo discutibile, infatti un antenna di metallo se pur flessibile è molto facile a rompersi e quindi non è certo adatta ad una buggy.

L’esemplare in mio possesso è leggermente diverso da quella distribuita in Italia. I cerchi ruota sono bianchi invece che grigi, alcuni adesivi sono diversi e sul retro treno è presente un paraurti. Il resto è identico.

Il fondo presenta alcuni segni di usura, come i cerchioni anteriori, la carrozzeria invece è in ottimo stato. L’unico vero difetto sono i
faretti che hanno perso un po’ della cromatura originale. Le gomme infine non presentano segni di usura anche se qualche crepatura sulle anteriori è visibile.

E’ completo di scatola e polistirolo.

La messa in funzione poteva
essere immediata, ma ho preferito fare una pulizia e messa a punto di routine.

Ultima nota dalle foto presenti sulla scatola è evidente come anche questo modello offrisse diverse varianti.

Sicuramente è stata prodotta anche con carrozzeria rossa (orribile) e le gomme invece che artigliate esistono anche con tasselli quadrati.. mha!!

In Italia la black fox non ha riscosso grande successo, mi ricordo che anch’io la snobbai subito.

Forse perché le forme sono troppo poco aggressive oppure perché le mancano i tipici faretti gialli tipo smile o forse perché costava troppo, non so dire, ma su una cosa sono sicuro non è facile da trovare, specialmente sana!!

Nonostante alcune richieste, come per gli altri esemplari non mi cementerò in una sorta di valutazione economica del modello, dato che da quando ho iniziato la collezione ho trovato i prezzi più disparati ed è praticamente impossibile, al momento, assegnarle un prezzo di mercato.