giu 272011
 
immagine di testa
  • produttore: bandai_logo
  • produzione:  Marzo, 2008
  • materiale: ABS, PC, PVC, lega metallica presso fusa
  • accessori: Ali jet scrander, due Pilder, set di avambracci, set di mani, stand.
  • altezza: 176 mm
  • peso: 327 g
  • manuale: foglietto bianco e nero
  • acquisto: Yahoo Japan
  • prezzo all’origine: 7,000 yen

Premessa
Quello che mi appresto a recensire è forse il limited più interessante nel panorama della produzione dei Soul of Chogokin. Quando, nel Febbraio del 2008, Bandai comunicò e diffuse le foto del modello commemorativo per il 10° anniversario in molti apprezzarono la decisione di aggiornare il Gx-01R correggendo il dettaglio riuscito peggio, ovvero la testa. Così questo limited risultò da subito un pezzo molto ambito.

La confezione : ★★½☆☆
La scatola del Gx-01R+ si caratterizza per una certa austerità, dato che celebra più il Tamashii Nation 2008 che non il modello. La grafica è praticamente inesistente ed i colori pochi con dominante grigio nera e lo stemma Tamashii in rosa/rosso. Nessuna foto è dedicata al modello. Nel complesso, risulta comunque elegante e non fa rimpiangere le confezioni standard, complice anche il cartone leggermente più spesso.

Anche l’interno non riserva particolari sorprese. Grosso modo la disposizione è identica a quella del Gx-01R, fatto salvo che la dotazione di accessori è ridotta. Purtroppo manca un vero e proprio libretto di istruzioni, sostituito da un pieghevole tipo A4 in bianco e nero. Un po’ troppo sotto tono per un modello limitato anche se tipico di Bandai.

Come detto, purtroppo questo Mazinger perde una parte di accessori, dato che manca un intero blister delle braccia. Quindi niente Iron Cutter e punte perforanti. Sono forniti invece gli avambracci sparanti, i due Pilder, le mani aperte, lo Scrander e le parti del missile centrale. Ovviamente lo stand è identico al Gx-01r. Sinceramente, come per il libretto, è un vero peccato non aver optato per la dotazione completa.

Qualità e finitura : ★★★★☆
Anche relativamente alla qualità complessiva il Gx-01R+ è assolutamente sovrapponibile al Gx-01R di serie. Ovviamente l’estetica giova sia del colore blu più acceso, che dell’effetto sfumato delle parti grigie.

Articolazioni e posabilità : ★★½☆☆
Nessuna implementazione caratterizza questo prodotto rispetto ai S.o.C. tradizionali. Il corpo è identico per soluzioni e proporzioni al Gx-01R. Stessi pro e stessi contro, riscontrati nella recensione del modello “di serie”. La posabilità della testa è paragonabile a quella standard.

Fedeltà : ★★½☆☆
Rispetto al modello di serie, ho aggiunto un mezzo punto, per la testa che risulta meglio scolpita, mentre i colori non permettono di arrivare ad un punteggio maggiore, essendo, anche se belli, troppo chiari.

Peculiarità
Come potete leggere in precedenza, a livello puramente costruttivo questa versione PLUS non si discosta in nessun aspetto rispetto alla versione Standard, dunque in cosa si discosta e perché è appetibile come prodotto?

Le modifiche apportate da Bandai sono riconducibili a tre dettagli fondamentali:

  • La scolpitura della testa è stata completamente ripensata, la forma e le proporzioni dei dettagli è migliore sotto ogni aspetto e molto più gradevole ripescando il mold del primissimo S.o.C. il Gx-01.
  • La colorazione. Se il corpo è ripreso dal Gx-01R, la colorazione strizza l’occhio verso il Gx-01. Quindi le parti blu sono più chiare, non nello stesso tono del primo Soul, ma decisamente più chiaro e con finitura metallizzata. Anche le parti chiare, non sono più cromate, ma verniciate in grigio e con effetto sfumato. Nel complesso l’effetto è gradevole, magari non proprio fedelissimo, ma l’estetica funziona.
  • L’ultimo dettaglio è lo scrander. Anche questo è preso pari pari dal Gx-01R ma presenta una colorazione più semplificata, che richiama il Gx01. La pinna verticale invece è completamente diversa da entrambi e richiama lo scrander che si vede le lungometraggio Mazinger Z vs Devilman. Una ciliegina che ho apprezzato molto e che rende differente un accessorio altrimenti identico alla produzione di serie.

Conclusioni - Media: ★★★☆☆
Questo Gx-01R+ riesce in parte dove il vecchio 01R falliva, ovvero la scolpitura della testa. Purtroppo la scarsità di accessori ed il libretto stonano sull’aspetto “limited” di quest’uscita. Questo, unito alla produzione limitata ed all’estetica che ha fatto breccia renderà difficile trovare  un offerte commerciali degne di questo nome. Da dire che i “limited” di Bandai, non sono quasi mai così esclusivi da negarsi anche al meno ricettivo fra gli acquirenti, però è un fatto che alla lunga la cifra necessaria per portarselo in vetrina, sarà comunque sbilanciata rispetto al reale contenuto della confezione.

Esteticamente, anche se si procede per gusto personale, è davvero un passo avanti. Come al solito dubito che potrà seguire un eventuale Gx-02R+ e quindi in vetrina potrà stonare un po’, ma sia per la colorazione sfumata, sia per lo scrander con un design diverso, è un pezzo che valorizza una intera vetrina.

Mazinger Z vs Devilman screen shotFosse stato un ennesima variante, in tiratura standard, sarebbe stato da preferire comunque al Gx-01R. In questa condizione invece, è un acquisto da valutare, ma non certo obbligatorio, rispetto al ben più economico e completo Gx-01R. Volendo trovare una giustificazione per averli tutti e tre, si potrebbe azzardare che il Gx01 è la versione iniziale, Gx01R è quella della seconda serie e parte finale del Great Mazinger, mente il Gx-01R+ è quello visto negli OAV. Ma come scusa è un po’ pietosa. :-)

dic 162010
 

E’ disponibile la recensione sul primo Super Robot Chogokin di Banda: Mazinger z.

Molte luci e poche ombre per quello che è il primo di una serie molto interessante, seppur non priva di qualche difetto. Super Robot Chogokin Mazinger z
Accompagna il modellino anche la confezioni di accessori aggiuntivi.
Sicuramente un notevole concorrente per i contender di Bandai, ma anche in casa, certo non aiuterà le nuove produzioni di Soul of Chogokin di taglia più piccola.
A seguire verrà presto il Great Mazinger.

dic 102010
 
  • produttore: bandai_logo
  • produzione: 08 Giugno 2010
  • materiale:  ABS, POM, PVC, alcune parti die-cast
  • accessori:  set di mani, 1 spada, stand, hover pilder estraibile
  • accessori agg. : quattro scie per simulare i post bruciatori, avambraccio, pugno corazzato con mano aperta,Jet scrander
  • altezza: 140 mm
  • peso:
  • manuale: Foglio A4 tipo fotocopia
  • acquisto: Mostra Mercato Lucca Comics 2010
  • prezzo all’origine: 3.675 yen
  • kit accessori: 1,050 yen

Premessa
Presentati nel primo trimestre del 2010 e rilasciati a Giugno i primi modelli, i “super robot chogokin” hanno fatto tremare i polsi a molti collezionisti, in quanto inizialmente erano sembrati come una nuova versione dei primi due Soul of chogokin e non una nuova serie.

Chiarita la cosa, il passaggio successivo è stata una valanga di voci che davano per certa la chiusura della serie storica ed uno spostamento dell’attenzione su queste nuove produzioni, più economiche e maggior redditizie per Bandai (voce che ancora gira e che a dire il vero aspetta ancora una qualche smentita visto le recenti produzioni), ma alla fine di tutto questo la domanda corretta è se, davvero, nella botte piena ci sta il vino buono, oppure no.

Beh, secondo me la risposta è “NI”.

Ovviamente stiamo parlando di una produzione estremamente interessante, ma alla fin fine, per stessa ammissione di Bandai composta da  “Action Figure con parti Die-Cast” che per definizione si posizionano in concorrenza con i revoltech di Kayondo e lontano dagli standard e prezzo che hanno o dovrebbero avere i Soul of Chogokin.

Per quanto mi riguarda, ad oggi, ho acquistato soltanto le prime due uscite, che guarda, caso sono i due Mazinger, più gli accessori.

L’esborso è stato relativamente modesto, diciamo quanto un Soul di media pezzatura ed alla fine la loro figura la fanno. Le altre uscite, per me, non sono di altrettanto interesse per me.

Il problema ora è vedere se i Soul si riposizioneranno dove dovrebbero stare oppure se cadranno nel limbo assieme ad altre linee come la Popynica, nel tipico modus operandi di Bandai.

Partiamo comunque con il capostipite di questa serie. Esaminiamo il Mazinger Z ed il kit di accessori aggiuntivi.

La confezione : ★★☆☆☆
Essendo una serie destinata a nuovi acquirenti e dalla distribuzione più ampia, ovviamente le scatole sono di piccole dimensioni, molto appariscenti nella grafica e con blister al posto del polistirolo. Insomma non è che poi si discostino tanto da quelle proposte per i Soul più piccoli ma sono più economiche.

La disposizione è, al solito, accurata. Ogni elemento ed accessorio è tenuto fermo fra i due elementi del blister e seguono quasi una logica funzionale, con al centro il corpo principale.

Qualità e finitura : ★★★★☆
Una premessa, il voto è in funzione delle dimensioni del modello, target di vendita e costo. Detto questo, ci troviamo davanti ad un prodotto che concretamente polverizza la concorrenza.

La precisione dei dettagli, per una figura così piccola, è notevole.

Certo nelle foto si possono notare delle imprecisioni, ma lontano da obiettivi dotati di MACRO visione, in mano, per intenderci, sono particolari talmente piccolo da risultare invisibili ad occhio nudo.

I colori sono stesi in maniera uniforme e le plastiche sono le medesime della serie più grande. Insomma quest’aspetto è uno dei punti forti.

Più che accettabili gli accessori, anche se la basetta di polistirolo meritava una colorazione più attenta o una scelta di materiale diversa, specialmente perché è pubblicizzata anche all’esterno della scatola come un plus.

Ovviamente la presenza di metallo è limitata, anche perché se lo snodo è piccolo non puoi dargli da gestire molto peso, ma sicuramente siamo diversi gradini sopra ai diretti concorrenti come i Revoltech.

Nessun appunto sull’assemblaggio.

Articolazioni e posabilità : ★★★★☆
Altro punto forte di queste figure è proprio la posabilità o meglio le nuove articolazioni.

E’ innegabile che tutta l’esperienza maturata con i Soul e special modo dal T28Go in poi è stata trasmessa in questi piccoli fratelli. Specialmente nella parte inferiore.

Comunque, per fare un crudo elenco, vi sono caviglie dotate di perno uniball, ginocchia con fine corsa ben oltre i 90° e con parte della gamba che rientra, femori (peccato non siano di tipo estraibile) con perno a snodo, busto con uniball ed estraibile, spalle (la vera novità) con articolazione semi carenata che permette un ampia escursione con una accettabile compromesso estetico, gomiti con doppia articolazione che permettono anche in questo caso un posizionamento ben oltre l’angolo retto (e che ritengo siano molto belli e funzionali tanto da sperare in un passaggio sulla serie Soul) collo e testa con articolazioni indipendenti.

Tutto questo fa si che alla fine abbiamo un piccolo Soul of chogokin con la posabilità di un Revoltech.

L’unico dubbio che non mi fa dare le 5 stellette è sulla tenuta di queste articolazioni, specialmente nel tempo. Perché ho notato che comunque faticano a mantenere la posizione un po’ sotto il peso,non trascurabile, del modello.

Accessori aggiuntivi: ★★½☆☆
Una (quasi) novità di questa serie sono i blister di accessori aggiuntivi. Un modo per spillare qualche soldo in più, dando l’impressione di dare qualcosa in più e non di levare qualcosa dalla scatola principale.

In realtà per questo Mazinger z il blister di accessori è quasi obbligatori, non tanto per le parti che permettono di ricreare la scia dei booster, ma perché è presente il jet scrander, le ali di Mazinga ed è un accessori quasi indispensabile.

Oltre a questo, è presente l’avambraccio con pugno e mano, rinforzato (appare in un episodio dell’ anime, anche se non così sproporzionato), i su detti accessori per simulare il lancio e la scia dei pugni. Sono tutti fatti abbastanza bene e l’inserimento è facile. L’effetto seppur notevole, mette però un po’ in difficoltà la tenuta delle articolazioni, specialmente se usate in sequenza per simulare un aumento della gittata.

Unica vera nota negativa è stranamente lo scrander. E’ fatto abbastanza bene, ma ha il piccolo difetto di non essere lo scrander del Mazinger Z originale (versione che questo SRC riproduce) ma bensì quello dello shin MazingerZ. Sorvolando su questo dettaglio, praticamente la fattura è equiparabile a quella del S.o.C. compreso il meccanismo di rotazione delle ali (in realtà smontaggio e rimontaggio) e dei reattori che scorrono verticalmente.

Conclusioni - Media: ★★★☆☆
A dire la verità ho tergiversano molto prima di cedere e comprare questo Mazinger Z. Non capivo se, ammesso il prezzo relativamente basso, comunque ne valeva la pena.

Comunque la si pensi sul futuro dei Gokin moderni, devo dire che la serie, così come è stata concepita, è azzeccata. Tanto azzeccata che ,se contro i concorrenti sarà un ariete formidabile (tanto è vero che di revoltech robotici se ne vedono sempre meno), rischia davvero di spazzar via anche la produzione dei Soul più piccoli.

Sarebbe comunque un peccato, sia perché i grossi Soul non sono mai stati il massimo di realizzazione di Bandai, sia perché anche in questo caso “le dimensioni contano”.

Son carini,bellini e dinamici, ma se messi accanto ad un Gx01 o 2 o altri… si vede dove sta la differenza, anche prendendo in considerazione gli ultimi Soul a partire dal Gx45 che come dimensioni si posizionano fra le due serie.

Quindi bene che Bandai aggredisca il mercato con queste nuove ed interessanti proposte, ma spero davvero che non molli sul fronte della serie Soul, che sicuramente ha ancora molto da dire beneficiando, anche, di alcune delle soluzioni adottate su questo modello.

Chi non vorrebbe un Gx01R+ con quelle articolazioni alle braccia e gambe? :-)

feb 132010
 

img_3053 A distanza di quasi otto anni da questa recensione e più di dieci dall’ immissione sul mercato  del Gx-01, con l’occasione di rivedere l’esposizione dei modelli, ho pensato di rinfrescare un po’ la galleria fotografica del primo Soul e sempre sfruttando l’occasione, di scrivere qualche considerazione, dopo tanto tempo e dopo che la serie non conta soltanto dieci uscite come scritto tempo fa, ma ormai siamo ben oltre le cinquanta…