lug 262012
 

Da Fewture/Art storm ci si aspetta di tutto. Padri degli ormai mitici EX-Gokin, il loro catalogo è ricco di action figure e modellini delle più varie fogge ed origini.
Qualche tempo fa, portarono un po’ d’aria fresca, presentando i primi mecha super deformed degnamente rappresentati gli ES GOKIN ed oggi siamo già all’uscita numero 12 e 13.

Questa volta tocca a due personaggi storici, diciamo molto rappresentativi: Mazinger Z e Great Mazinger.

Da quel che si vede, le ottime premesse che ci si potrebbe aspettare, sulla base delle precedenti uscite, saranno rispettate e quindi troveremo dei prodotti ricchi e ben rifiniti.

Per entrambi si parla di ABS, PVC e DIE CAST. Numerosi gli accessori proposti, per un totale all’origine di 4.800 yen tasse incluse. L’uscita prevista è per la primavera 2013 quindi tempo per le rifiniture ve ne è abbastanza. Da ricordare che di questa serie sono già usciti pezzi estremamente interessanti, come Jeeg, Godam, il trio Getter ed il Raiden, ma anche che vi sono prototipi mai commercializzati come il Gordian.

Nonostante l’aspetto, volutamente, ridicolo questi EXGokin si confermano fra i prodotti più seri ed interessanti dell’ultimo periodo, un bel Grendizer non ci starebbe affatto male ora…

gen 222011
 
  • produttore: bandai_logo
  • produzione: 20 agosto 2010
  • materiale: materiale: ABS, POM, PVC, alcune parti die-cast
  • accessori: set di mani, avambracci potenziati, effetto fulmine, spada, scrander dash.
  • altezza: 140 mm (circa)
  • peso:
  • manuale: Foglio A4 tipo fotocopia
  • acquisto: Mostra Mercato Lucca Comics 2010
  • prezzo all’origine: 4.725 yen

Premessa
La seconda uscita, quasi contemporanea per la verità, della nuova serie Super Robot chogokin, è il secondo Mazinga, il Great Mazinger per l’appunto. Rispetto all’uscita iniziale il set non presenta particolari novità se non l’assenza della base in polistirolo.

La confezione : ★★★☆☆
Perdiamo dunque la basetta, ma guadagniamo lo scrander, l’effetto del grande fulmine (thunder breaker) ed i due avambracci perforanti. Non male, ma il kit di accessori aggiuntivi, annunciato ed ancora non prodotto, sarà d’obbligo.  Esempio tipico di politica commerciale che ti frega.

La scatola non presenta sostanziali differenze con quella della prima uscita, come anche i blister e le istruzioni.

Perderebbe un po’ di punteggio se non fosse per le parti in più che compensano l’assenza della basetta.

Sarà stato anche un pezzo di polistirolo del cavolo, ma almeno c’era.

Qualità e finitura : ★★★☆☆
Finitura e colorazione sono parimenti al Mazinger Z.

Mi rendo conto che probabilmente questa recensione sarà decisamente più breve della precedente, ma resta il fatto che i due modelli, lato costruttivo, sono praticamente gemelli.

Articolazioni e posabilità : ★★★☆☆
Idem come sopra.

Fatto salvo che il diverso design rende il modello leggermente meno fotogenico, ma è un’impressione personale.

Gli snodi sono uguali, sia per tipologia che progettazione.

Cambia un po’ la mobilità della testa, sempre per via della diversa conformazione, ma nulla che possa far variare la valutazione precedente.

Cosa non va?
Premesso che resta un modello interessante e sufficientemente ben costruito, la cosa che secondo me non funziona questa volta è proprio la scelta di Bandai di mantenersi su dimensioni standard intorno ai 14 cm.

Il design del Great Mazinger, per essere d’effetto, necessita assolutamente di essere proporzionato rispetto al Mazinger Z, altrimenti come in questo caso, pare più piccolo e mingherlino.

Questo perché le linee base sono più allungate e la testa è decisamente più complessa, nei tratti, rispetto al predecessore.

Non avendo seguito quest’idea, se affianchiamo i due robot, non si ha la giusta percezione sul rapporto di evoluzione che lega le due serie.

Ok, è una sega mentale, non indifferente… concordo, ma resta il fatto che, a conti fatti, mentre lo Z pare perfetto nelle proporzioni, il Great sembra anoressico.

Altro dettaglio: francamente è incredibile che ancora non si riesca a mettere un cavolo di Condor intero sulla testa del Great.

Conclusioni - Media: ★★★☆☆ -mezza stella (perché lo dico io)
In conclusione resta, probabilmente, un’uscita da acquistare, sempre in virtù del prezzo relativamente modesto.

Beneficerà sicuramente degl’accessori già usciti e di quelli futuri (se mai usciranno), risultando alla fine un modello abbastanza completo, ma a differenza dello Z, la distanza rispetto al Gx corrispondente è molto più accentuata.

Insomma se paragonato ad un Gx02 o 02R, non c’è storia.

mar 062006
 
immagine-di-testa11
  • produttore: bandai_logo
  • anno di produzione 2006
  • materiale: Metallo presso fuso – Plastica
  • accessori: Spada con fodero,set di mani, mantello in pvc, miniatura del Duca Gorgon (oav version)
  • altezza:
  • peso:
  • manuale: cartaceo, a colori
  • acquisto: Web Store Animeimport/Animeexport
  • assemblaggio : ★★★½☆
  • finitura e colore : ★★½☆☆
  • posa e articolazione : ★★★★☆
  • *estetica : ★★★☆☆
  • confezionamento : ★★☆☆☆
  • Media: ★★★☆☆

* in questa recensione il campo fedeltà è sostituito con un giudizio estetico

Sinceramente non so come iniziare questa recensione, per molti versi partire dalla valutazione di un modello, dalla sua versione limited non ha molto senso, ma vista l’improbabile circostanza di un mio acquisto delle versioni così dette standard, non ho molta scelta, e cercherò di dividere in due il giudizio finale, uno per il modello e l’altro per la versione, cercando di essere il più obiettivo possibile.

Cominciamo dalla confezione: questa si presenta decisamente grande, ma in stile tipico di Aoshima, ovvero grande figura centrale del modello, uno sfondo così così, sarcofago gigante di polistirolo bi-fronte, dalla parte del modello ci sono anche le spalline, i pugni ed la miniatura “omaggio”, dall’altra il mantello e la spada.

Superato lo shock dovuto alle dimensioni di questo Ankoku Dai-Shogun o Generale Nero, l’estrazione si presenta un po’ delicata sia per il peso sia per la forma delle articolazioni, che sembrano fatte specificatamente per graffiarsi.

Estratto il tutto, la caratteristica che salta subito agli occhi e che differenzia questo modello dal resto dei Die-cast finora trattati è la dimensione. Qui stiamo parlando di un modello dalle dimensioni fuori scala e con circa il 90% di metallo. Su questo lato non c’èankoku41 storia per nessuno qui Aoshima sbanca ed alla grande.

Al cospetto di cotanta mole, il dubbio immediato è sulla posabilità di questo bestione! Ebbene anche qui ci troviamo davanti da un semi-capolavoro. Nonostante la mole il modello è tutt’altro che statico. Le articolazioni se bene non innovative, permettono una posabilità superiore alla media (anche dei tanto vituperati S.o.C.). Caviglie, ginocchi, femori (con due punti di articolazione) spalle e gomiti permettono una flessibilità di pose veramente apprezzabile e maggiore è l’apprezzamento in considerazione delle dimensioni e del peso dell’oggetto in questione.

Dal punto di vista costruttivo, i materiali appaiono di buona qualità, il metallo è presente in abbondante quantità, la plastica non è eccessivamente rigida, il mantello, sebbene in gomma dura, non presenta particolari segni di finitura. Gli snodi sembrano solidi e non presentano eccessiva cedevolezza. Le articolazioni sono ben studiate e dimensionate, ed in generale la costruzione adotta soluzioni ampiamente collaudate, ma davvero funzionali. L’articolazione della coscia, ad esempio è tipica delle action-figure destinate al mercato dei giocattoli, ma qui permette la modello di assumere una serie di pose altrimenti impossibili. Permane l’errore di Aoshima che posiziona i pugni perfettamente ad angolo retto rispetto all’avambraccio, quando capiranno di dargli un po’ di angolazione? L’assemblaggio è nella media di Aoshima, le viti sono in mostra. Qualche perplessità la danno i gancini di ancoraggio dei copri spalla. Sembrano sottodimensionati ed un po’ fragili, ma sono elementi che non hanno necessità di essere rimossi una volta posizionati. Altro elemento un po’ dubbio è il gonnellino. Fantastica l’idea di non renderlo fisso, ma rischia di divenire alla lunga il vero punto debole di tutto il progetto. Il materiale di cui è fatto (gomma dura) non sembra l’ideale per mantenere forma e colorazione. Vedremo se col tempo troverò conferma alle mie preoccupazioni.

nm031Per quanto riguarda la presenza di accessori, questa è limitata alla sola spada con il relativo fodero come nel soggetto originale. Per un modello come questo, ovvero dotato di un solo accessorio, Aoshima si poteva sprecare di più. La spada è molto grezza e la realizzazione appare estremamente economica.

La figurina “bonus” evito anche di considerarla. Basti dire che sia per colorazione che per realizzazione è molto inferiore ai gashapoon che troviamo in circolazione.

Ok fin qui abbiamo parlato del modello, adesso entrerò nello specifico di questa versione, che va ricordato, è una versione limitata a 500 pezzi, espressamente richiesta dall’importatore Anime Import e che presenta un adattamento dei colori sul personaggio della serie televisiva (da qui il nome). Brevemente ricordo che ad oggi il Generale Nero di Aoshima lo si trova in 3 varianti, ovvero la normal, la kawai e quest’ultima.

La confezione ed il libretto sono identici alle altre versioni, l’unica variante esterna alla scatola sono le due etichette che riportano il numero di produzione con una piccola foto della variante di colore e il bollino di Anime Export, figliale nipponica di Anime Import

Passando al modello ammetto subito, che in foto non rende come dal vivo. Alcune tonalità (il celeste) non sono proprio rispettate, ma globalmente questo Dai-Shogun fa la sua figura. Il colore però presenta delle imperfezioni e globalmente sembra steso in maniera sottile. Questo porta ad una certa fragilità che si evidenzia negli angoli vivi e fra le giunture dove il metallo tende a sfregare. Alcuni segni erano già presenti all’apertura della scatola.

In particolare l’esemplare che ho aperto e fotografato, presentava segni da sfregamento sotto le ascelle ed un segno di sverniciatura da contatto sul polso destro. Per il restante la verniciatura seppur sottile ed un po’ approssimata risulta stesa bene ed i particolari del volto sono nella media per lo standard di Aoshima.

Il gonnellino in quest’esemplare presenta alcune deformazioni rese evidenti dalla colorazione più chiara. Qui la gomma dura di cui è composto mostra tutti i suoi limiti strutturali.

Maggior attenzione nella finitura del colore e soprattutto una serie di protezioni per lo stoccaggio, come quelle presenti sui ginocchi non avrebbero fatto certo male. Peccato bastava poco per evitare questi piccoli dispiaceri.

In conclusione, mi sento di sottoscrivere tutte le ottime impressioni che questo Ankoku Dai-Shogun aveva suscitato alla vigilia. Il modello è un must sia per dimensioni sia per posabilità. In vetrina fa la sua figura comunque sia colorato e, particolare di non poco conto, è il primo cattivo di Aoshima.

L’ideale sarebbe avere sia la variante nera che questa, ma il costo non proprio popolare, necessariamente induce a considerare attentamente l’acquisto. Da parte mi ho scelto questa versione per diverse ragioni, fra le quali vi è la decisione di sostenere quest’iniziativa da parte di un importatore italiano e l’affetto che nutro per il personaggio originale, anche se affiancarlo al povero “Grande” Mazinga è un’ingiustizia troppo grossa!