gen 222011
 
  • produttore: bandai_logo
  • produzione: 20 agosto 2010
  • materiale: materiale: ABS, POM, PVC, alcune parti die-cast
  • accessori: set di mani, avambracci potenziati, effetto fulmine, spada, scrander dash.
  • altezza: 140 mm (circa)
  • peso:
  • manuale: Foglio A4 tipo fotocopia
  • acquisto: Mostra Mercato Lucca Comics 2010
  • prezzo all’origine: 4.725 yen

Premessa
La seconda uscita, quasi contemporanea per la verità, della nuova serie Super Robot chogokin, è il secondo Mazinga, il Great Mazinger per l’appunto. Rispetto all’uscita iniziale il set non presenta particolari novità se non l’assenza della base in polistirolo.

La confezione : ★★★☆☆
Perdiamo dunque la basetta, ma guadagniamo lo scrander, l’effetto del grande fulmine (thunder breaker) ed i due avambracci perforanti. Non male, ma il kit di accessori aggiuntivi, annunciato ed ancora non prodotto, sarà d’obbligo.  Esempio tipico di politica commerciale che ti frega.

La scatola non presenta sostanziali differenze con quella della prima uscita, come anche i blister e le istruzioni.

Perderebbe un po’ di punteggio se non fosse per le parti in più che compensano l’assenza della basetta.

Sarà stato anche un pezzo di polistirolo del cavolo, ma almeno c’era.

Qualità e finitura : ★★★☆☆
Finitura e colorazione sono parimenti al Mazinger Z.

Mi rendo conto che probabilmente questa recensione sarà decisamente più breve della precedente, ma resta il fatto che i due modelli, lato costruttivo, sono praticamente gemelli.

Articolazioni e posabilità : ★★★☆☆
Idem come sopra.

Fatto salvo che il diverso design rende il modello leggermente meno fotogenico, ma è un’impressione personale.

Gli snodi sono uguali, sia per tipologia che progettazione.

Cambia un po’ la mobilità della testa, sempre per via della diversa conformazione, ma nulla che possa far variare la valutazione precedente.

Cosa non va?
Premesso che resta un modello interessante e sufficientemente ben costruito, la cosa che secondo me non funziona questa volta è proprio la scelta di Bandai di mantenersi su dimensioni standard intorno ai 14 cm.

Il design del Great Mazinger, per essere d’effetto, necessita assolutamente di essere proporzionato rispetto al Mazinger Z, altrimenti come in questo caso, pare più piccolo e mingherlino.

Questo perché le linee base sono più allungate e la testa è decisamente più complessa, nei tratti, rispetto al predecessore.

Non avendo seguito quest’idea, se affianchiamo i due robot, non si ha la giusta percezione sul rapporto di evoluzione che lega le due serie.

Ok, è una sega mentale, non indifferente… concordo, ma resta il fatto che, a conti fatti, mentre lo Z pare perfetto nelle proporzioni, il Great sembra anoressico.

Altro dettaglio: francamente è incredibile che ancora non si riesca a mettere un cavolo di Condor intero sulla testa del Great.

Conclusioni - Media: ★★★☆☆ -mezza stella (perché lo dico io)
In conclusione resta, probabilmente, un’uscita da acquistare, sempre in virtù del prezzo relativamente modesto.

Beneficerà sicuramente degl’accessori già usciti e di quelli futuri (se mai usciranno), risultando alla fine un modello abbastanza completo, ma a differenza dello Z, la distanza rispetto al Gx corrispondente è molto più accentuata.

Insomma se paragonato ad un Gx02 o 02R, non c’è storia.

nov 072010
 

Posto questo mini tutorial!!!
Spero sia utile a qualcuno per la realizzazione di questo modellino !!

E’ un mio lavoro che mi ha dato tanta gioia ed è entrato in tanti cuori delle persone a cui l’ho fatto, con cui poi è nata una bella amicizia!!!!

Era il lontano 2004, avevo comprato il Px01 (hover pilder) e mi dissi: ma cacchio ma è possibile che non c’è un condor da affiancargli!!!! Cerca cerca cerca, solo portachiavi, gashapon e condor vintage!!.
Alla fine mi imbatto un un kit della Bandai,  e da qui è nata un’avventura.

feb 232003
 
immagine-di-testa
  • Produttore: bandai_logo
  • Produzione: Novembre 2002
  • Materiale: ABS, PC, PVC, lega metallica presso fusa.
  • Accessori: Ali scrander dash, set di avambracci, set di mani, great booster, 2 brain Condor, 2 spade, piedistallo.
  • Altezza:181mm
  • Peso: 387g
  • Manuale: cartaceo, a colori, libretto, lingua giapponese, molto dettagliato.
  • Acquisto: Importatore privato
  • Prezzo all’originale: 8,190 Yen

    Premessa
    Che la realizzazione dei S.o.C. fosse una mossa commerciale era già evidente, ma evidentemente la Bandai, dopo le serie BLACK ha deciso di raschiare veramente il fondo, e così ha pensato bene di rinverdire due cavalli di battaglia oramai fuori produzione.
    Se per la rivisitazione del Gx01 si può parlare a buon diritto della realizzazione di un nuovo modello, per questo “nuovo” Gx02 la cosa si fa un po’ più ardua.

    La confezione : ★★★☆☆
    Che il modello sia simile al vecchio Mazinger lo si intuisce subito aprendo la confezione, che risulta leggermente più piccola.
    Gli accessori sono praticamente gli stessi, come la disposizione interna. Diversa è la grafica, che segue la nuova veste stilistica inaugurata con il Gx01R.

    Qualità e finitura : ★★★☆☆
    Luci ed ombre per questo Restyle. Se da un lato abbiamo alcuni dettagli miglioranti, come l’impugnatura delle spade, ora dipinta, dall’altro vi sono alcuni accessori che presentano visibilmente, il segno degli stampi e della colata.
    Per il resto dei dettagli diciamo che restiamo sugli ottimi livelli dell’ultimi S.o.c.

    I femori metallici migliorano la sensazione di solidità del corpo principale.

    Articolazioni e posabilità : ★★½☆☆
    Anche per il Gx02-R, anzi soprattutto per questo, non vi sono praticamente implementazioni rispetto al suo predecessore. Fatta eccezione per una maggior mobilità del collo, che però non garantisce un’accettabile posibilità in posizione di volo.

    Fedeltà : ★★★★★
    Come già il Gx02, il Gx02-R è forse uno dei S.o.c. più fedeli in assoluto. Difficile trovare dettagli fuori posto, ha guadagnato una rappresentazione dello scrander migliore, con anche la versione subacquea/raccolta e le ali del booster in posizione di aggancio, ma perde quelle a scatto ed il boster in configurazione solitaria. Il robot appare un filo più slanciato ma è davvero una variazione minima. I femori ora sono di metallo cromato invece che di grigio satinato e di plastica. Una scelta in coerenza con le uscite più aggiornate, ma non completata dal ventre, che resta opaco. La testa è perfetta ed il condor ancora più dettagliato.

    Conclusioni - Media: ★★★½☆
    Conclusioni più lunghe del solito perché in realtà più che giudicare il modello, andrebbe considerato se ne vale la pena, rispetto al Gx02.
    Il modello è eccezionale (come la maggior parte dei S.o.C.) se non fosse per il piccolo particolare di essere per il 99% uguale al suo predecessore.
    Le modifiche più visibili riguardano i femori, la loro lunghezza, superiore di qualche millimetro, lo scrander con ali fisse (e non retrattili) più rispettoso dell’estetica originale, il Great Booster con ali in posizione di aggancio.
    Se da un lato la realizzazione prende il meglio dal vecchio modello, aggiungendovi particolari in più ed una fedeltà maggiore, dall’altro alcune scelte penalizzano fortemente la qualità complessiva.

    Per prima cosa il sistema delle ali è certamente più fedele all’originale, ma il vecchio modello presentava un ingegno maggiore, ed anche se bruttine le ali con apertura a scatto facevano il loro effetto. L’articolazione del collo ora è stata rivista e permette anche il posizionamento in volo, ma non sembra che il progettista si sia impegnato poi molto, visto che lo snodo non è nemmeno paragonabile a quelli già utilizzati per il Gx04 ed il Gx12.

    Il GreatBooster sicuramente adesso risulta più fedele, ma ha perso la possibilità di nascondere la punta (che risulta essere fissata all’interno) e non ha una configurazione di volo non agganciato, e poi, volendo proprio essere pignoli, non è stata aggiunta neanche la protezione che si sgancia dopo il lancio.
    Nessuna modifica, infine, alle armi sulle gambe (punte e lame), molto trascurate nel primo modello, sono state ripresentate uguali in questa seconda edizione.

    Il difetto più grave non è in questi piccoli dettagli, ma in una ben più evidente mancanza, specialmente considerando che su questo aspetto la vecchia versione era praticamente inattaccabile: la finitura delle plastiche è scarsa. spesso osservando i dettagli si notano i segni del fissaggio oppure dello stampo. Questo in un S.o.C. non è tollerabile.
    La scala, vista la maggior lunghezza dei femori, va a farsi benedire (come è successo per il Mazinger Z), mentre il manuale diventa ancora più commerciale, con rielaborazioni digitali del modellino “in azione” e lista dei S.o.C. in produzione.

    In definitiva che dire? Per chi già possiede il glorioso Gx02 e non è proprio maniaco, l’acquisto non vale la pena, lo si può considerare se trovato a prezzo modico e considerandolo un’estensione degli accessori originali; per gli altri, considerate che il Gx02 e Gx02-R in definitiva si completano perché ciò che manca ad uno, lo troviamo nell’altro. Come sculpt direi che il Gx02-R se la cava meglio, se non per altro il passaggio dei femori da plastica a metallo garantisce una miglior affidabilità nel tempo, quindi se dovete operare una scelta orientatevi senza dubbi sulla versione R.