Già è proprio arrivato il giorno della versione Deluxe di Mazinga Z
Go Nagai presenta il nuovo Mazinger Z DX
Non una versione qualsiasi, ma una versione fatta da Bandai, alla maniera di Bandai. Per adesso si conoscono alcuni dati ufficiali come l’altezza di 30 cm, il costo di circa 36.000 yen e sono visibili le prime foto ufficiali, dato che di questo modello non erano mai comparsi schemi o foto di prototipi.
C’è un intero sito dedicato, raggiungibile qui di cui allego qualche stralcio e le foto disponibili.
materiale: ABS, PC, PVC, lega metallica presso fusa
accessori: Ali jet scrander, due Pilder, set di avambracci, set di mani, stand.
altezza: 176 mm
peso: 327 g
manuale: foglietto bianco e nero
acquisto: Yahoo Japan
prezzo all’origine: 7,000 yen
Premessa
Quello che mi appresto a recensire è forse il limited più interessante nel panorama della produzione dei Soul of Chogokin. Quando, nel Febbraio del 2008, Bandai comunicò e diffuse le foto del modello commemorativo per il 10° anniversario in molti apprezzarono la decisione di aggiornare il Gx-01R correggendo il dettaglio riuscito peggio, ovvero la testa. Così questo limited risultò da subito un pezzo molto ambito.
La confezione:
La scatola del Gx-01R+ si caratterizza per una certa austerità, dato che celebra più il Tamashii Nation 2008 che non il modello. La grafica è praticamente inesistente ed i colori pochi con dominante grigio nera e lo stemma Tamashii in rosa/rosso. Nessuna foto è dedicata al modello. Nel complesso, risulta comunque elegante e non fa rimpiangere le confezioni standard, complice anche il cartone leggermente più spesso.
Anche l’interno non riserva particolari sorprese. Grosso modo la disposizione è identica a quella del Gx-01R, fatto salvo che la dotazione di accessori è ridotta. Purtroppo manca un vero e proprio libretto di istruzioni, sostituito da un pieghevole tipo A4 in bianco e nero. Un po’ troppo sotto tono per un modello limitato anche se tipico di Bandai.
Come detto, purtroppo questo Mazinger perde una parte di accessori, dato che manca un intero blister delle braccia. Quindi niente Iron Cutter e punte perforanti. Sono forniti invece gli avambracci sparanti, i due Pilder, le mani aperte, lo Scrander e le parti del missile centrale. Ovviamente lo stand è identico al Gx-01r. Sinceramente, come per il libretto, è un vero peccato non aver optato per la dotazione completa.
Qualità e finitura:
Anche relativamente alla qualità complessiva il Gx-01R+ è assolutamente sovrapponibile al Gx-01R di serie. Ovviamente l’estetica giova sia del colore blu più acceso, che dell’effetto sfumato delle parti grigie.
Articolazioni e posabilità:
Nessuna implementazione caratterizza questo prodotto rispetto ai S.o.C. tradizionali. Il corpo è identico per soluzioni e proporzioni al Gx-01R. Stessi pro e stessi contro, riscontrati nella recensione del modello “di serie”. La posabilità della testa è paragonabile a quella standard.
Fedeltà:
Rispetto al modello di serie, ho aggiunto un mezzo punto, per la testa che risulta meglio scolpita, mentre i colori non permettono di arrivare ad un punteggio maggiore, essendo, anche se belli, troppo chiari.
Peculiarità
Come potete leggere in precedenza, a livello puramente costruttivo questa versione PLUS non si discosta in nessun aspetto rispetto alla versione Standard, dunque in cosa si discosta e perché è appetibile come prodotto?
Le modifiche apportate da Bandai sono riconducibili a tre dettagli fondamentali:
La scolpitura della testa è stata completamente ripensata, la forma e le proporzioni dei dettagli è migliore sotto ogni aspetto e molto più gradevole ripescando il mold del primissimo S.o.C. il Gx-01.
La colorazione. Se il corpo è ripreso dal Gx-01R, la colorazione strizza l’occhio verso il Gx-01. Quindi le parti blu sono più chiare, non nello stesso tono del primo Soul, ma decisamente più chiaro e con finitura metallizzata. Anche le parti chiare, non sono più cromate, ma verniciate in grigio e con effetto sfumato. Nel complesso l’effetto è gradevole, magari non proprio fedelissimo, ma l’estetica funziona.
L’ultimo dettaglio è lo scrander. Anche questo è preso pari pari dal Gx-01R ma presenta una colorazione più semplificata, che richiama il Gx01. La pinna verticale invece è completamente diversa da entrambi e richiama lo scrander che si vede le lungometraggio Mazinger Z vs Devilman. Una ciliegina che ho apprezzato molto e che rende differente un accessorio altrimenti identico alla produzione di serie.
Conclusioni - Media:
Questo Gx-01R+ riesce in parte dove il vecchio 01R falliva, ovvero la scolpitura della testa. Purtroppo la scarsità di accessori ed il libretto stonano sull’aspetto “limited” di quest’uscita. Questo, unito alla produzione limitata ed all’estetica che ha fatto breccia renderà difficile trovare un offerte commerciali degne di questo nome. Da dire che i “limited” di Bandai, non sono quasi mai così esclusivi da negarsi anche al meno ricettivo fra gli acquirenti, però è un fatto che alla lunga la cifra necessaria per portarselo in vetrina, sarà comunque sbilanciata rispetto al reale contenuto della confezione.
Esteticamente, anche se si procede per gusto personale, è davvero un passo avanti. Come al solito dubito che potrà seguire un eventuale Gx-02R+ e quindi in vetrina potrà stonare un po’, ma sia per la colorazione sfumata, sia per lo scrander con un design diverso, è un pezzo che valorizza una intera vetrina.
Fosse stato un ennesima variante, in tiratura standard, sarebbe stato da preferire comunque al Gx-01R. In questa condizione invece, è un acquisto da valutare, ma non certo obbligatorio, rispetto al ben più economico e completo Gx-01R. Volendo trovare una giustificazione per averli tutti e tre, si potrebbe azzardare che il Gx01 è la versione iniziale, Gx01R è quella della seconda serie e parte finale del Great Mazinger, mente il Gx-01R+ è quello visto negli OAV. Ma come scusa è un po’ pietosa.
Più o meno la vecchia sigla faceva così… ma in giappolandia partiva con un meno gradevole… Dan Da Da Da Dan Da Dan Da Da Dan
Dan Da Da Da Dan Da Dan Dan… fatto sta che quando partiva l’ opening era appiccicato alla TV. Anzi, dalle mie parti prima c’era la sigla della distribuzione AB e già da lì sapevo cosa stava per iniziare.
Bandai non l’ha mai considerato ad oggi, preferendogli quella mezza fetecchia dello shin, ma nell’attesa mi son rivolto al mercato italico che ha sfornato la mia personale versione DEFINITIVA!
Signori sto parlando del
KOTETSU JEEG
meglio noto come
JEEG il ROBOT D’ ACCIAIO!
spero presto di potergli dedicare l’ampio spazio che merita!
accessori: set di mani, piedistallo, due asce, mantello
altezza:
peso:
manuale: cartaceo, a colori, libretto, lingua giapponese, molto dettagliato
acquisto: www.zonahobby.com
assemblaggio :
finitura e colore :
posa e articolazione :
fedeltà :
confezionamento :
Media:
Dopo il debutto del Gx-44 e del nuovo sistema di articolazione, la serie più economica e piccola dei S.o.C. è stata completamente rivista ed il nuovo corpo base ha preso il posto di quello che trovavamo nei vecchi Gx01 -02 ecc…
Sebbene, come da tradizione, con qualche variazione e qualche rinuncia, Bandai ha prima proposto il nuovo Mazinger Z, quasi in contemporanea all’uscita del cartone e poi a seguire si è appropriata di un altro brand, che fino ad oggi era di casa Aoshima. Stiamo parlando dei mecha basati sulla serie Shin Getter Last day.
Si parte quindi con questo Dragon, pesantemente rivisto nel design, più cicciuto e possente, simile a quello che si vede nel manga di Ken Ishikawa e dai colori meno arlecchineschi rispetto alla versione tradizionale.
Il modello rispetta in pieno questo design, se non fosse per il fatto che è più piccolo del Gx-18 (versione classica del getter dragon) e quindi si perde un po’ della possanza tipica della serie.
Ovviamente è caratterizzato da una posabilità notevole, utilizzando molte soluzioni presentate nel Gx-44. Troviamo quindi articolazioni dei femori e caviglie estensibili e ginocchia con fine corsa carenato. Anche le articolazioni dei gomiti sono “mascherate”, anche se non offrono, come successo per il mazinga, la possibilità di allungarsi per raggiongere un angolazione superiore all’angolo retto, il modello presenta anche un’interessante soluzione per le spalle, anche se alla prova dei fatti i copri spalla inibiscono alcune pose e tendono a venir via facilmente. Più funzionale il mantello intero che si fissa sul retro della schiena. I polsi sono mediamente articolati. Anche questo uno dei miglioramenti apportati con l’adozione del nuovo corpo.
Del nuovo corso questo Dragon, però, erendita anche i difetti che si possono riassumere nella scarsa attenzione dei particolari. Le plastiche sono poco dettagliate, non dipinte e non rifinite a dovere. Anche la verniciatura, in qualche punto e specialmente nelle parti grige, non è uniforme. Gli accessori sono pochi e non proprio dettagliatissmi.
In particolare se prendiamo il vecchio Gx-18 è quasi lampante l’attenzione dei particolari che lo fa uscire vincitore in questa particolare comparazione. Ovvio che per il resto ci troviamo di fronte ad un confronto impari, sia per proporzioni che per soluzioni tecniche. Però i particolari erano un vanto della serie di Bandai e pian piano ci stiamo perdendo per strada quest’importante caratteristica.
La confezione prevede, oltre al classico set di mani, due asce (sono escluse quindi le varie combinazioni inserite persino del Revoltech!) la versione voltante del mantello e due braccia conserte, che permettono, insieme allo stand espositivo, di posizionare il robot in una posa tipica della serie animata (dove per altro non fa una bella figura essendo il mecha usato dal cattivo di turno). Bella idea, ma realizzazione pessima. Capisco la difficoltà e il necessario compromesso per posizionare le braccia in quel modo, ma un po’ più di dettaglio e qualche contorno sottile, avrebbe aiutato molto e reso meno plasticoso il tutto.
Altra nota dolente di queste nuove realizzazioni è la distribuzione della plastica. In particolare mi riferisco alla scelta di realizare pure i piedi in plastica. Francamente non capisco a che scopo. Ok il metallo c’è ed i modelli sono belli pesantucci, anche rispetto alle dimensioni ridotte, ma i piedi in metallo aiutano a mantenere il baricentro basso e quindi a rendere stabile il modello. Avrei preferito una miglior distribuzione del peso. Oltre tutto c’è l’irrisolto problema dello scostamento cromatico fra il colore delle plastiche e la vernice del metallo.
Dunque tirando le somme, di questo modello mi son piaciuti l’aspetto, molto fedele all’anime e le soluzioni adottate per aumentare la posabilità.
Non mi sono piaciuti la poca attenzione per i dettagli, le parti in plastica, davvero poco define, in particolare, la verniciatura poco uniforme nelle parti grige.
Il modello, mi sento di consigliarlo per l’acquisto, se il mecha design piace, resta l’unico getter dragon oav presente sul mercato. Peccato per alcuni dettagli che ne abbassano la qualità complessiva. Comunque non compratelo come sostitutivo del Gx-18.