mar 292013
 

  • produttorefewturelogo
  • produzione: Luglio 2012
  • materiale: Die-cast,ABS,PVC,POM
  • accessori: Versione getter black Ryoma mode, testa, maschera facciale, Destroy ginocchiera, reattore bobina, getter core cilindrico (lungo e corto), armatura toracica, armatura addome, mantello/ala getter, lame estese ed artiglio, base con il supporto per il corpo; Versione Getter 1 black, maschera, armatura toracica, due iron cutter per gli avambracci, getter wing; getter tomahawk × 2, Machine Black Eagle con stand e corazza toracica asportabile, fregi con ideogrammi specifici per le due versioni.
  • altezza: 230 mm circa
  •  peso: 950 g circa
  • manuale: Foglio A3 con istruzioni e raccomandazioni per le parti delicate.
  • fornitore: www.zonahobby.com
  • prezzo all’origine:  30800 Yen

Premessa
Sono già passati sei anni dal primo Ex-exgokin prodotto, che era appunto il Black Getter Ryoma Mode. I modelli ideati da Taku Sato, designer o meglio mecha-designer, padre della quali totalità degli ex-gokin visti fino ad oggi e scomparso il 21 Agosto del 2006, hanno saputo ricavarsi una bella nicchia fra i cuori degli appassionati, presentando rivisitazioni cyber punk, di robot per ora solo Nagainani, di molta sostanza (non che pesantezza) e qualche incertezza, sicuramente privi di economicità.
Comunque la si pensi non si rimane comunque indifferenti nel vederli in foto, dal vivo poi rendono ancora di più ed anche chi non apprezza le rivisitazioni in genere, ammette spesso che sono indubbiamente belli.
Fewuture, che nel frattempo pare aver pian piano cambiato nome in Art Storm, non è sciocca e riproponendo politiche già viste, ha cominciato a sfornare diverse varianti di colore, per ogni singolo modello, ovviamente sempre e comunque a tirature relativamente ridotte e costi esorbitanti. Ultimi, ma solo in ordine cronologico, le varianti “black” del trio Getter originale. Fra i tre, ritengo che il pezzo più interessante (ed appetibile) risulta proprio il Getter 1, perché accompagnato da una serie di accessori per “trasformarlo” nella versione recolor del Ryoma mode.

La confezione: : ★★★★☆
Per chi non conosce il confezionamento degli ex-gokin, forse un voto così alto è difficile da comprendere. Ebbene, basti dire che fra i tanti prodotti da collezionismo, sono in pochi che presentano anche la scatola marrone come confezione personale del modello.
Art storm lo fa e nel caso di questo repaint ci troviamo davanti anche ad un bello scatolone, dato che praticamente deve ospitare accessori per due varianti del robot.
Cartonato massiccio (più che spesso), grafica semplice ma efficace e polistirolo in abbondanza fanno il resto.
Corpo ed accessori sono tutti alloggiati in comparti separati, racchiusi del propri sacchetti protettivi e divisi in due sarcofagi.
Sul fondo di uno dei due, trovano posto le parti per i piedistalli.
Decisamente una confezione degna di nota e molto grande. Soddisfazione a piene mani.

Dotazione ed Accessori: : ★★★★☆
La dotazione di questo ex-gokin è comparabile a quella del vecchio Black, ma presenta tutta una serie di parti per ottenere al versione nera del Getter uno e la getter machine relativa. In più è presente anche lo stand per la suddetta getter machine, come nei recenti repaint.
Come armi sono presenti due tomahawk e le lame aggiuntive della versione Ryoma, sempre in doppia versione sono presenti i simboli con gli ideogrammi.
La qualità è buona, siamo sui livelli dei predecessori, non mi paiono comunque risolti i problemi di stabilità delle corazze metalliche, che sono comunque relativamente instabili.

Qualità e finitura: : ★★½☆☆
Fewture ha dichiarato che su questo modello sono state apportate modifiche per migliorarne la qualità complessiva. Devo dire sinceramente, che non ho percepito questo miglioramento.
Sono si, individuabili piccole modifiche, ma sia la finitura che la qualità complessiva, sono allo stesso livello delle prime serie.
Questo non è necessariamente un male. Tutti gli ex gokin mantengono livelli molto alti di qualità, tuttavia, soffrono del classico problema delle produzioni fortemente artigianali con un controllo qualità che a volte pecca di standardizzazione.
La particolare progettazione, caratterizzata principalmente dall’uso di collante per tenere insieme le parti, soffre moltissimo di un assemblaggio approssimativo e da un sufficiente controllo qualitativo, cosa che spesso si è manifestata con esemplari troppo difettosi, parti staccate o peggio danneggiate da colate di colla o punti di vernice errata.
Purtroppo, dopo diversi modelli cui non ho mai potuto recriminare nulla (nonostante altri utenti si fossero trovai nei guai) questo Getter Black, presenta diversi problemi. Innanzi tutto, manca un pernio alla spalla sinistra e questo è proprio una svista in fase di assemblaggio, poi presenta un leggero sfasamento sulla corazza del bacino ed infine risultavano scollate la placca inferiore della getter machine ed il pollice della mano sinistra.
Altri segnali preoccupanti gli ho individuati su alcuni accoppiamenti di elementi del femore destro e da una non corretta tenuta della testa sull’uniball del collo.
Dunque, anche questo, come dalla tradizione Fewture, fa si che vi siano problemi tutto sommato superabili, altri che non possono essere minimizzati come sviste e davvero preoccupanti.
Sono ancora a chiedermi come non si riesca ad investire un po’ dei (tanti) soldi che fewture fa pagare questi stupendi modelli, in una controllo qualità che facccia davvero il suo mestiere.
Per fortuna, il voto viene tirato su un po’ dalla qualità della finitura, che resta sempre a livelli molto elevati.

Articolazioni e posabilità: : ★★★½☆
Come i Getter precedenti, per un modello così grande e pesante le pose possibili sono tantissime. L’unica precauzione da adottare è manipolare le articolazioni con cura, verificando prima che non vi siano impedimenti (tipo colate del collante usato per l’assemblaggio) che forzando, finirebbero per spaccare i perni della giuntura.
Per quanto riguarda la stabilità complessiva, posso dire che è sufficientemente buona, l’uso dello stand con la staffa non è necessariamente un obbligo, ma una raccomandazione.
Resta un punto critico, sia per delicatezza che per stabiità, il giunto uniball del busto.

Fedeltà: : ☆☆☆☆☆
La fedeltà, nel caso degli ex-gokin non è una voce di valutazione. Diciamo che se prendiamo a confronto gli schizzi originali i getter risultanti sono estremamenti fedeli, però non nascono come rappresentazioni fedeli, ma come rivisitazioni.

Le soluzioni tecniche
QDa sempre il progetto di questi Getter è stato motivo di discussione. Se ci fermiamo al design ed ai materiali è difficile trovare critici di qualche genere, ma se spostiamo l’attenzione sulle soluzioni tecniche adottate, la situazione quasi si ribalta.
Per restare fedeli all’idea iniziale Fewture adotta la colla come soluzione di assemblaggio. In pratica le varie parti, in sostanza le placche metalliche, sono applicate sulla struttura principale e fissate con collante, per lo più cianoacrilato (lo si capisce dagli aloni tipici dei residui gassosi della colla). E’ dubbia la longevità di tale soluzione.
Le parti asportabili, poi sono fissate tramite semplici pernietti. Le parti restano in sede grazie all’attrito, ma essendo molto pesanti, non è raro che cadano sfilandosi dalla posizione.
Insomma in questa produzione luci ed ombre sono assai vicine.

Conclusioni - Media: ★★★☆☆
Mi riaggancio all’ultima frase; questi fewture confermano il detto che più forte è la luce e più nere sono le ombre che si celano ad essa. Se infatti gli exgokin sono quasi al vertice dei prodotti in diecast, sono altrettando ai margini per quanto riguarda un controllo qualità efficace. Questo da sempre.
Luci ed ombre si susseguono un po’ su tutti gli aspetti, dalla costruzione, fino ai dettagli di rifinitura, numerosi, ma con imprecisioni random.
I materiali con abbondante presenza di diecast, ma anche plastiche tutto sommato fragili.
La verniciatura spessa e dai colori accesi, ma nel contempo sporca.
Come è ovvio, alla fine, il bilancio è positivo, granzie alla grande quantità di lati positivi, ma chi compra questi prodotti deve essere pronto a scendere a compromessi, nonostante l’elevato prezzo.
Questo ultimo getter black, non fa eccezione, pur arricchendo la dotazione complessiva di accessori.

dic 222012
 

.. e che colori.Nel solco di quanto fatto per il primo trio getter, il Dragon Ex-Gokin presenterà la colorazione classica dell’anime. Ottima scelta e ottimo possibilità di affiancarlo ai primi tre Getter disegnati da Sato

new_getter_Dragon_fewture

Sempre sulla base degli schizzi lasciati da Sato, pare siano già pronti i prototipi del Liger e Poseidon, le altre due combinazioni della serie Getter G, da noi nota come JetRobot (mentre Getter Robot era titolato come Space Robot).

lug 292012
 

Del compianto Sato sono da tempo noti i numerosi schizzi lasciti prima della sua scomparsa. Alcuni hanno trovato realizzazione, anche se con più o meno riuscite interpretazioni, altri sono ancora in fondo al cassetto.

Dopo la presentazione e poi sparizione del gruppo Astro Robot (machine blaster), per la verità, realizzati neanche tanto bene, è ora il turno del Getter G. Avete sentito bene. Fewture non ha presentato soltanto il Getter Dragon, ma bensì tutto il trittico.

Comparando gli schizzi alle ombre visibili sul cartellone, sono perplesso per le proporzioni del Liger e Poseidon, ma il Dragon, visibile in veste di prototipo, fa ben sperare.

Preparatevi a bei soldoni ed attese interminabili!

lug 012011
 
  • produttore:
  • produzione: 2009
  • materiale: ABS, PVC, lega metallica presso fusa.
  • accessori: Modulo Pantheroid, 3 paia di mani, due lance, due scudi, due missili perforanti, un bazooka, basetta con sostegno articolato.
  • altezza: 100 mm circa Jeeg , 95 mm circa Pantheroid.
  • peso: 99 g
  • manuale: pieghevole cartaceo, a colori molto, dettagliato.
  • acquisto: www.zonahobby.it
  • prezzo all’origine: 7,800 yen

Premessa
Ogni tanto capita di essere ancora sorpresi in questo Hobby e Fewture, con la decisione di produrre Action Figure die cast di Super robot in edizione super deformed penso che abbia sopreso in molti.

Abituati ai pesanti e fantasmagorici EX Gokin, oppure alle gommose e poco stabili action della serie 1901, non è che la nuova produzione nascesse priva di pre concetti, ma fin dalle prime foto definitive, questa nuova serie, denominata ES Gokin ha mostrato tutto il potenziale di un ottimo progetto, realizzato per giunta molto bene.

Quando poi si è visto che fra i primi modelli c’erano pure pezzi spesso poco rappresentati, beh l’interesse è stato davvero svegliato!

La confezione : ★★★★☆

La scatola è decisamente compatta, d’altronde il modello è di piccole dimensioni, quindi non necessita di imballi troppo ingombranti.

Il cartonato è di buona qualità e spessore; la grafica è ricca, ma semplice e mostra il modello in tutte le sue potenzialità, con i vari accessori montati ed in posizioni dinamiche.

L’interno presenta la disposizione di elementi su tre blister trasparenti impilabili, molto pratici. Il primo presenta gli accessori principali, il secondo il robot, il cavallo e le coppie di mani, il terzolo stand smontato.

Gli accessori sono tanti e tutti abbastanza curati. Certo, Jeeg ha un’infinità di componenti ed un ulteriore blister avrebbe fatto la gioia di molti, ma le parti principali ci sono tutte. Mi sarebbe piaciuto un big shooter da affiancare sulla basetta.

Infine il libretto, che in realtà è solo un pratico pieghevole che spiega molto bene come articolare il modello e comporlo al meglio. Qualche paginetta in più magari su dettagli del progetto, non avrebbe fatto male, ma Bandai ci abitua male.

Qualità e finitura : ★★★☆☆

Devo dire che pur essendo molto piccolo i dettagli sono rifiniti abbastanza bene. La figura è colorata bene e segue i colori dell’anime presentando il bacino ed il ventre con una lieve tonalità d’azzurro. Alcune plastiche presenta i segni dello stampaggio, ma pochi per la verità e poco evidenti. Il metallo è poco e distribuito sul busto e nelle gambe. La parte forse meno rifinita o che restituisce un po’ la sensazione di “plasticosità” è il testone, forse perché necessariamente è concavo e leggero. Interessante la soluzione degli occhi su due livelli, così da generare una sorta di pupilla metallizzata, anche se l’espressione risultante non è proprio riuscitissima.

Pantheroid alias Modulo H305 alias Antares è fatto anch’esso molto bene. Le viti sono posizionate in modo che non disturbino troppo (sono tutte sul lato interno). Solo i due supporti laterali sono un po’ instabili e tendono a venir via. La testa si stacca lasciando libera l’area per l’aggancio con il Jeeg. Unico punto magnetico di tutto il modello.

Articolazioni e posabilità : ★★★☆☆

Il modello sembra prendere a prestito il progetto dei perni Revoltech, ma in piccolo.

Presenta una buona mobilità, limitata forzatamente dalle proporzioni tipiche dei deformed. Anche se la testa è leggera ed in plastica, non aiuta a mantenere in piedi il robot, anche se giocando opportunamente con i femori si riesce in buona parte ad evitare l’ausilio del sostegno delle stand.

Partendo dal basso, le caviglie sono orientabili sull’asse laterale, le ginocchia invece possono ruotano sull’asse del pernio e di 90° in senso orizzontale, quindi arriviamo ai femori, anch’essi molto simili ai Revo, possono essere fatti ruotare sul proprio asse (a scatto), ma lo snodo vero e proprio ruota solo in avanti ed in dietro. Quindi per trovare una buona posizione eretta occorre giostrare la posizione delle cosce e delle ginocchia (più difficile a scrivere che fare). Il busto presenta una articolazione con il ventre che permette minimi posizionamenti dalla notevole efficacia. Le spalle, sono del tutto simili ai Soul di bandai, presentando la classica scanalatura per posizionarle in orizzontale. Gomini del tutto simili alle ginocchia ma con una parte dell’avambraccio sagomata per poter ruotare oltre i 90°. I Polsi invece ricalcano lo stile usato da Bandai per le donne robot Gx08 ecc… praticamente una specie di uniball. Ogni posizionamento è comunque descritto abbastanza bene nel foglietto allegato.Va detto che la dimensione effettiva del modello, rende queste articolazioni davvero minute e la sensazione pratica di fragilità non tranquillizza. Tutta via, durante il set fotografico, non si sono mai verificati inconvenienti, fatto salvo per la sverniciatura (per altro invisibile) della punta delle uniball dei polsi. Per sicurezza comunque mi sento di sconsigliare la continua rimozione e sostituzione dei vari accessori per non incorrere in una non piacevole cedevolezza dell’attrito necessario a mantenere in posizione gli stessi.

Il collo e la testa presentano una serie di snodi che rendono il tutto estremamente mobile e posizionabile. Il collo stesso ha due snodi che permettono di traslarlo in avanti o indietro, termina poi con una uniball su cui è fissata la testa, o meglio è fissato un ulteriore elemento, articolato poi all’interno della testa. Davvero un capolavoro di posabilità per quel capoccione che è!

Pantheroid presenta soluzione similari e dimostra una notevole posabilità. Tanto che mi sono divertito a posizionarlo persino in postura eretta. Le gambe sono tutte articolate in modo da garantire una rotazione sui 3 assi quasi totale. La testa, non presenta articolazione al collo, ma la base del corpo permette un orientamento verticale molto spinto, accompagnato da una minima apertura del petto e da una parte a scomparsa forgiata a fisarmonica. Decisamente studiata per la posizione rampante.

Una volta assemblato il tutto in modalità centauro, la figure presenta una stabilità notevole grazie alle quattro gambe del cavallo.

Supportato dalle foto sulla scatola e dalla campagna pubblicitaria, ritengo che questa conformazione sia quella che valorizza maggiormente il prodotto.

Focus Accessori : ★★★★☆

Sinceramente non ho molto da dire. Sono tutti molto belli e ben studiati. Bazooka, missili perforanti e scudi presentano alla base uno snodo articolato, così da poter assecondare il posizionamento rispetto al corpo. La composizione è semplice. Si svila l’avambraccio e si inserisce l’accessorio. Le mani disponibili sono di tre tipi. Aperte, pugno chiuso e pugno con fessura per la lancia. Tutti si inseriscono sull’uniball facendo attenzione di sostenere un po’ l’avambraccio, vista la dimensione ridotta del pernio.

Le lance sono due, anche se Jeeg ne usa sempre una sola. Si scompongono in quattro parti, così da poter essere inserite agevolmente nella mano.

Ultimo ma non ultimo, lo stand espositivo, presenta un braccio articolato che permette sia il posizionamento delle versioni in volo, che quella rampante in versione centauro. La base esagonale, presenta tre fori su cui posizionare il braccetto, a seconda della posa scelta. Nella confezione è presente un elemento per agganciare le basette di altri ES Gokin fra loro.

In generale l’ho trovato molto utile, ma forse un po’ invasivo. Fosse stato fatto in plastica trasparente ne avrebbe giovato il lato estetico.

Fedeltà(!?!) : ★★★★☆

Perché dare un voto sulla fedeltà e perché così alto? Semplice…

Se consideriamo il mechadesign della serie animata il punteggio sarebbe praticamente Zero, ma dato che in Giappone le varianti sono molto diffuse e spesso popolano anche la TV, con puntate o lungometraggi dedicati e videogiochi, non è stato difficile associare questo Jeeg a quello che si vede nella serie Super Robor WARS.

Preso come riferimento quello, diciamo che si differenzia di poco se non per alcuni particolari e la testa leggermente più squadrata.

Conclusioni - Media: ★★★½☆

Beh che dire? A me è piaciuto molto. Conoscendo Fewture mi aspettavo qualche cavolata da qualche parte, ma sinceramente questo modello rasenta la perfezione. Se non fosse per le dimensioni effettive e per l’evidenza che trattasi di un super deformed non esiterei a definirlo il miglior Jeeg mai prodotto.

Purtroppo non posso farlo, proprio perché le ridotte dimensioni pregiudicano alcuni aspetti realizzativi (prima fra tutte la possibilità di utilizzare articolazioni più complete).

Mancano inoltre alcuni accessori che mi sarebbe piaciuto poter montare (magari acquistando più di una copia) come i componenti terra/aria/acqua, visti nella seconda stagione ed un Big Shooter da posizionare accanto al Jeeg.

Sicuramente un oggetto realizzato molto bene e con soluzioni che non si vedono facilmente nemmeno su produzioni più grandi e fedeli al mecha originale.

Un acquisto sconsigliato solo a chi proprio non digerisce i macrocefali.