nov 182012
 

Il granitico modello di casa Aoshima, oltre che per la notevole imponenza e la totalitaria presenza di metallo, è caratterizzato anche per essere dotato su avambracci specifici di un meccanismo di sparo che replica il turbo smacher punch visto nella serie animata.

Per i non maniaci del genere, tutti i robot nagaiani che si rispettano, suano gli avambracci come armi a lunga gittata. Nel primo Mazinger/Mazinga Z sono i rocket punch/pugni a razzo, poi diventono atomic punch/pugni atomici rotanti nel Great Mazinger/Grande Mazinga e poi Screw Crusher Punch/magli perforanti in Grendizer/Goldrake.

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mar 232010
 
  • produttore:
  • anno di produzione 2009
  • materiale: Metallo presso fuso – Plastica
  • accessori: piedistallo, mezzi di supporto
  • lunghezza: 30cm
  • peso:
  • manuale: cartaceo, a color
  • acquisto: web shop giappone
  • assemblaggio : ★★★☆☆
  • finitura e colore : ★★★☆☆
  • posa e articolazione : ★½☆☆☆
  • fedeltà : ★★★★☆
  • confezionamento : ★★★☆☆
  • Media: ★★★☆☆

La ventottesima uscita della serie Shin Seiki Gohkin di Aoshima ormai segue un trend che a visto la casa della grande A, allontanarsi sempre più dai character robotici e privilegiare navi spaziali e mezzi in generale. Parliamo, infatti, del Nautilus della serie Fushigi no umi no Nadia (conosciuta in Italia come Il mistero della pietra azzurra). Per dettagli su questa interessante serie, rimando direttamente a Wikipedia. Sottolineo soltanto che è una visione consigliabile, fosse anche solo perché di quel Hideaki Anno che poi partorirà Evangelion…

Detto questo passiamo a descrivere il modello in questione.

Il questo SGM-28, fin dalla confezione, rappresenta bene lo standard di Aoshima, quindi scatola adeguatamente grande, tanto polistirolo, accessori pochi e molto metallo.

La versione che ho preso io, è considerata “limited” anche se non è stato questo il motivo della mia decisione, ma semplicemente questa, rappresenta il vero colore del sottomarino, mentre la versione “normal” è di un colore blu che dovrebbe simulare le immagini di quando il Nautilus è in immersione. Seconda cosa, decisiva nella scelta, è stata la presenza della miniatura del Gratan in scala maggiore. Nella versione normal è sostituito da una miniatura del capitano Nemo.

La verniciatura è finitura opaca e stesa uniformemente. Direi che l’aspetto complessivo è più che soddisfacente. Anche i particolari son ben dettagliati, direi anche qui nella media dei veicoli di Aoshima.

Il corpo principale è dotato di aperture per i banchi missili di poppa e di prua. Quest’ultimi sono comandabili tramite un pulsante a molla e si possono far aprire tutti contemporaneamente. Sotto ogni singolo boccaporto è riprodotto il tubo di lancio. Gli sportelli di poppa, invece, sono un po’ meno semplici da aprire e da richiudere, essendo dotati di un sistema a slitta. Ancora meno facili sono da richiudere dato che va spinto verso il basso il banco lancia missili e poi fatta riscorrere in sede la slitta del boccaporto. Carino ma decisamente poco funzionale e delicato.

Le ventole che si vedono sulla parte superiore del sommergibile non sono movibili.

Sempre dal corpo principale, si può estrarre la cabina di pilotaggio completa (come si vede nel cartone) ed ha questa si può agganciare il piccolo batiscafo a forma di sfera.

Lo sganciamento si ottiene con un sistema grezzo (forse troppo) ma funzionale, ovvero un foto sul fondo del mezzo, permette di far leva con un dito e di far fuoriuscire dallo scafo principale il mezzo secondario.

Fugo ogni dubbio. Non vi sono impianti elettronici di luci o suono. Peccato perché probabilmente per due led il posto c’era. Magari una modifica che qualche modellista potrà realizzare senza troppe difficoltà.

I mezzi accessori standard sono davvero piccoli, ma ben dettagliati. Siamo a livello di Bandai e questo per Aoshima è un complimentone. Trovano posto nell’hangar a poppa del sottomarino.

Meno meglio, se l’è cavata con il Gratan grande. Questo, per dimensioni, poteva certamente essere fatto meglio. La verniciatura è buona, così come i dettagli. Peccato che sia un pezzo unico, comprese le ruote. Davvero un peccato non aver valorizzato questo simpatico mezzo. Un’occasione sprecata, anche se sempre meglio delle orride figurine made in Aoshima.

Tutto questo ben di Dio, meritava forse un posatoio un po’ più raffinato rispetto al semplice supporto, sul quale il Nautilus viene appoggiato e non fissato. Non si può avere tutto.

In conclusione, trovo raccomandabile, per chi ha amato il mechadesign della serie, l’acquisto di questo Nautilus, non solo perché unica nel suo genere, ma perché è pure fatta bene.

La versione da scegliere, per me resta questa, ma anche il blu non sfigura.

mar 062006
 
immagine-di-testa11
  • produttore: bandai_logo
  • anno di produzione 2006
  • materiale: Metallo presso fuso – Plastica
  • accessori: Spada con fodero,set di mani, mantello in pvc, miniatura del Duca Gorgon (oav version)
  • altezza:
  • peso:
  • manuale: cartaceo, a colori
  • acquisto: Web Store Animeimport/Animeexport
  • assemblaggio : ★★★½☆
  • finitura e colore : ★★½☆☆
  • posa e articolazione : ★★★★☆
  • *estetica : ★★★☆☆
  • confezionamento : ★★☆☆☆
  • Media: ★★★☆☆

* in questa recensione il campo fedeltà è sostituito con un giudizio estetico

Sinceramente non so come iniziare questa recensione, per molti versi partire dalla valutazione di un modello, dalla sua versione limited non ha molto senso, ma vista l’improbabile circostanza di un mio acquisto delle versioni così dette standard, non ho molta scelta, e cercherò di dividere in due il giudizio finale, uno per il modello e l’altro per la versione, cercando di essere il più obiettivo possibile.

Cominciamo dalla confezione: questa si presenta decisamente grande, ma in stile tipico di Aoshima, ovvero grande figura centrale del modello, uno sfondo così così, sarcofago gigante di polistirolo bi-fronte, dalla parte del modello ci sono anche le spalline, i pugni ed la miniatura “omaggio”, dall’altra il mantello e la spada.

Superato lo shock dovuto alle dimensioni di questo Ankoku Dai-Shogun o Generale Nero, l’estrazione si presenta un po’ delicata sia per il peso sia per la forma delle articolazioni, che sembrano fatte specificatamente per graffiarsi.

Estratto il tutto, la caratteristica che salta subito agli occhi e che differenzia questo modello dal resto dei Die-cast finora trattati è la dimensione. Qui stiamo parlando di un modello dalle dimensioni fuori scala e con circa il 90% di metallo. Su questo lato non c’èankoku41 storia per nessuno qui Aoshima sbanca ed alla grande.

Al cospetto di cotanta mole, il dubbio immediato è sulla posabilità di questo bestione! Ebbene anche qui ci troviamo davanti da un semi-capolavoro. Nonostante la mole il modello è tutt’altro che statico. Le articolazioni se bene non innovative, permettono una posabilità superiore alla media (anche dei tanto vituperati S.o.C.). Caviglie, ginocchi, femori (con due punti di articolazione) spalle e gomiti permettono una flessibilità di pose veramente apprezzabile e maggiore è l’apprezzamento in considerazione delle dimensioni e del peso dell’oggetto in questione.

Dal punto di vista costruttivo, i materiali appaiono di buona qualità, il metallo è presente in abbondante quantità, la plastica non è eccessivamente rigida, il mantello, sebbene in gomma dura, non presenta particolari segni di finitura. Gli snodi sembrano solidi e non presentano eccessiva cedevolezza. Le articolazioni sono ben studiate e dimensionate, ed in generale la costruzione adotta soluzioni ampiamente collaudate, ma davvero funzionali. L’articolazione della coscia, ad esempio è tipica delle action-figure destinate al mercato dei giocattoli, ma qui permette la modello di assumere una serie di pose altrimenti impossibili. Permane l’errore di Aoshima che posiziona i pugni perfettamente ad angolo retto rispetto all’avambraccio, quando capiranno di dargli un po’ di angolazione? L’assemblaggio è nella media di Aoshima, le viti sono in mostra. Qualche perplessità la danno i gancini di ancoraggio dei copri spalla. Sembrano sottodimensionati ed un po’ fragili, ma sono elementi che non hanno necessità di essere rimossi una volta posizionati. Altro elemento un po’ dubbio è il gonnellino. Fantastica l’idea di non renderlo fisso, ma rischia di divenire alla lunga il vero punto debole di tutto il progetto. Il materiale di cui è fatto (gomma dura) non sembra l’ideale per mantenere forma e colorazione. Vedremo se col tempo troverò conferma alle mie preoccupazioni.

nm031Per quanto riguarda la presenza di accessori, questa è limitata alla sola spada con il relativo fodero come nel soggetto originale. Per un modello come questo, ovvero dotato di un solo accessorio, Aoshima si poteva sprecare di più. La spada è molto grezza e la realizzazione appare estremamente economica.

La figurina “bonus” evito anche di considerarla. Basti dire che sia per colorazione che per realizzazione è molto inferiore ai gashapoon che troviamo in circolazione.

Ok fin qui abbiamo parlato del modello, adesso entrerò nello specifico di questa versione, che va ricordato, è una versione limitata a 500 pezzi, espressamente richiesta dall’importatore Anime Import e che presenta un adattamento dei colori sul personaggio della serie televisiva (da qui il nome). Brevemente ricordo che ad oggi il Generale Nero di Aoshima lo si trova in 3 varianti, ovvero la normal, la kawai e quest’ultima.

La confezione ed il libretto sono identici alle altre versioni, l’unica variante esterna alla scatola sono le due etichette che riportano il numero di produzione con una piccola foto della variante di colore e il bollino di Anime Export, figliale nipponica di Anime Import

Passando al modello ammetto subito, che in foto non rende come dal vivo. Alcune tonalità (il celeste) non sono proprio rispettate, ma globalmente questo Dai-Shogun fa la sua figura. Il colore però presenta delle imperfezioni e globalmente sembra steso in maniera sottile. Questo porta ad una certa fragilità che si evidenzia negli angoli vivi e fra le giunture dove il metallo tende a sfregare. Alcuni segni erano già presenti all’apertura della scatola.

In particolare l’esemplare che ho aperto e fotografato, presentava segni da sfregamento sotto le ascelle ed un segno di sverniciatura da contatto sul polso destro. Per il restante la verniciatura seppur sottile ed un po’ approssimata risulta stesa bene ed i particolari del volto sono nella media per lo standard di Aoshima.

Il gonnellino in quest’esemplare presenta alcune deformazioni rese evidenti dalla colorazione più chiara. Qui la gomma dura di cui è composto mostra tutti i suoi limiti strutturali.

Maggior attenzione nella finitura del colore e soprattutto una serie di protezioni per lo stoccaggio, come quelle presenti sui ginocchi non avrebbero fatto certo male. Peccato bastava poco per evitare questi piccoli dispiaceri.

In conclusione, mi sento di sottoscrivere tutte le ottime impressioni che questo Ankoku Dai-Shogun aveva suscitato alla vigilia. Il modello è un must sia per dimensioni sia per posabilità. In vetrina fa la sua figura comunque sia colorato e, particolare di non poco conto, è il primo cattivo di Aoshima.

L’ideale sarebbe avere sia la variante nera che questa, ma il costo non proprio popolare, necessariamente induce a considerare attentamente l’acquisto. Da parte mi ho scelto questa versione per diverse ragioni, fra le quali vi è la decisione di sostenere quest’iniziativa da parte di un importatore italiano e l’affetto che nutro per il personaggio originale, anche se affiancarlo al povero “Grande” Mazinga è un’ingiustizia troppo grossa!