ago 172005
 
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  • produttore: bandai_logo
  • anno di produzione 2001
  • materiale: Metallo presso fuso – Plastica
  • accessori: 2 set di mani, se di testate missili, se di super missili
  • altezza:
  • peso:
  • manuale: cartaceo, a colori, libretto, lingua giapponese, molto dettagliato
  • acquisto: www.giocattolivecchi.com
  • assemblaggio : ★★★☆☆
  • finitura e colore : ★★★★☆
  • posa e articolazione : ★★★★☆
  • fedeltà : ★★½☆☆
  • confezionamento : ★★½☆☆
  • Media: ★★★☆☆

Le prime serie robotiche di Go Nagai presentavano una peculiarità. Oltre al robot principale era presente una spalla (non troppo invadente) di genere femminile. Il capostipite inizio con ben due “compagne” la prima di queste è stata Aprodite A (Aprhoid A in originale).

Destinate al misero compito di venir distrutte una puntata si e l’ altra pure, i robot femminili erano stati creati giusto come macchietta, e le caratteristiche tecniche date al personaggio non creavano certo problemi di invadenza alle scene eroiche del robot protagonista.

Come primo robot femminile Aprodite “beneficiò” di quanto detto a piene mani, quindi nessuna arma efficace ed una sola coppia di missile, con buona pace dell’ utilità in battaglia.

Con l’ originale così “scarno” è ovvio che Bandai non potesse dedicarle una riproduzione accessoriata, da qui la discutibile accezione che caratterizza la serie dei modellini S.o.C di robot femminili: economica.

In realtà anche se la scatola è piccola, di sostanza ve ne è molta.

La confezione contiene il modello in scala con il GX-01, due coppie di mani, una coppia di calotte di missile normali ed una di super missili, più una riproduzione integrale dei super missili, supporto che serviva al Mazinger Z per volare, prima dell’invenzione del Jet scrander. Completa il tutto il solito e solido piedistallo.

Il modello in se è estremamente curato. La testa in particolare presenta la cupola della cabina di pilotaggio trasparente. E’ visibile l’ interno ed una mini riproduzione di Saiyaca. La cupola è asportabile. Sulla nuca è presente un’incisione che riproduce il portello di accesso. Scendendo non si possono che apprezzare gli splendidi snodi che caratterizzano le articolazioni. Per la prima volta un modello in metallo raggiunge un livello di posabilità e snodabilità incredibile. Come potrete vedere dalle foto le pose che il modello può assumere sono infinite, non presentando neanche i tipici problemi di stabilità. Questo è merito sicuramente delle forme meno massicce che il corpo a sembianze femminili del robot presenta rispetto a quelle molto più massicce dei Mazinger, ma soprattutto è grazie ai perni sferici utilizzati un po’ ovunque che si raggiunge un risultato straordinario.

Come sempre le plastiche sono buone, giunture ed incastri soddisfano appieno anche il più esigente dei collezionisti. La verniciatura è buona, ottima la corrispondenza con la tinta originale, mentre presenta un po’ troppo evidentemente i punti di terminazione.

Altro difetto sono le numerosi viti in vista sulla parte posteriore, che però mostrano con quanta maestria sia stato costruito e progettato il modello.

I missile pettorali sono sparanti tramite un classico e potente meccanismo a molla. E’ possibile inserire anche le coppe dei super missili, che però rovinano la linea estetica del modello (come per la serie animata) trasformando la povera Afrodite in una mucca popputa.

In conclusione, se ancora disponibile, consiglio a tutti i fan della serie Mazinga Z di non farsi sfuggire questo seppur semplice, splendido modello.

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