giu 132004
 

immagine-di-testa21
  • produttore: man_takara
  • anno di produzione 2003
  • materiale: Metallo presso fuso – Plastica
  • accessori: Arma
  • altezza:
  • peso:
  • manuale:
  • acquisto: Ebay
  • assemblaggio : ★★★☆☆
  • finitura e colore : ★★★½☆
  • posa e articolazione : ★★★☆☆
  • *fedeltà : ★★★☆☆
  • confezionamento : ★½☆☆☆
  • Media: ★★★☆☆

*riferita alla modalità veicolo

Ecco finalmente la seconda uscita di questa particolare ed unica serie di transformer, la meglio realizzata fino ad ora, ma anche la più discussa..

Il motivo è presto detto. Confermando quanto si era venuti a sapere per vie traverse, con questa seconda uscita TAKARA ha ammesso implicitamente di non essere riuscita ad avere le licenze per riprodurre le auto di fabbricazione europea. In mancanza di tale concessione quelle che poteva essere un prodotto straordinario, è stato rinchiuso in un prodotto di nicchia e che difficilmente potrà soddisfare i palati fini ed esigenti dei vecchi appassionati, me compreso.tf07-21

Questa seconda uscita doveva rappresentare uno dei più bei transformer ovvero Lambor, conosciuto da noi come “Freccia”. La cosa interessante ed anticipata anche dal nome è che il modello di base era una Lamborghini Countach, ovvero una delle più belle auto mai prodotte dalla casa del toro. Sfortunatamente la limitazione detta poc’anzi, ha obbligato la Takara ha scegliere un veicolo diverso, snaturando il carisma del vecchio personaggio.

Come si intuisce dalle foto la scelta è caduta sulla DODGE VIPER e per di più in versione aperta. Bellissima macchina, per carità, ma nulla a che vedere con la precedente edizione. Per di più la versione cabrio allontana ancor più da modello originale.tf07-31

Passando alla descrizione e valutazione del modello, posso dire che tutta la cura realizzativa e rappresentativa emersa nel primo Binal, la ritroviamo in eguale misura in questa seconda uscita. La riproduzione dell’auto è precisa e colma di particolari. Non mancano alcune finezze visibile negli interni e la verniciatura è bella solida.

Un po’ più semplice, ma meno riuscita la trasformazione, che mostra alcuni limiti evidenti del progetto.

Il fatto poi che si parli di una spider non ha aiutato a migliorare l’estetica del robot, che resta comunque più che accettabile. Buona, al parti dello smoke screen, la mobilità, come la scarsità di accessori. Anche in questo caso una sola arma, che nasce anch’essa dal motore. Manca il lanciamissili a spalla.

In conclusione, se il primo Binaltech ha avuto il pregio oltre che l’effetto di una bella ed inaspettata novità, questa serie già a partire dalla seconda uscita sta cominciando a mostrare un po’ il fianco, non tanto sul lato qualitativo, ma per la mancanza di carisma. I modelli sono belli e ben fatti, i robot quanto di meglio si possa immaginare per un transformer, ma la mancanza di una licenza per auto leggendarie si fa sentire parecchio e se aggiungiamo una progettazione un po’ più affrettata, il rischio è che la serie giunga a termine prematuramente.

nov 042003
 

immagini-di-testa
  • produttore: man_takara
  • anno di produzione 2003
  • materiale: Metallo presso fuso – Plastica
  • accessori: Arma
  • altezza:
  • peso:
  • manuale:
  • acquisto: Mostra Mercato di Lucca Comics 2003
  • assemblaggio : ★★★★☆
  • finitura e colore : ★★★½☆
  • posa e articolazione : ★★★★½
  • *fedeltà : ★★★★☆
  • confezionamento : ★½☆☆☆
  • Media: ★★★½☆

*riferita alla modalità veicolo

Quando cominciarono ad apparire le prime foto di questo transformer ancora non si conoscevano a fondo le sue caratteristiche. Col passare del tempo e lo scorrere delle notizie, la serie dei binaltech si identificò come una delle più interessanti proposte degli ultimi tempi.

In sostanza immaginatevi di prendere i responsabili del progetto soul of chogokin e dargli il compito di realizzare un transformer aggiornato ad un modello di auto attualmente in produzione. Questo è il risultato.smokescreen

Originariamente il personaggio di Smoke Screen era stato realizzato su una Nissan Datsun 280Z (in giappone nota come Fairlady Z) Rally, questa nuova versione è basata invece su una Subaro Impreza WRC.

Il modellino è talmente fatto bene che per dare un giudizio il più completo possibile dividerò la recensione in due parti, l’una dedicata alla configurazione auto, l’altra per quella robot.

Allora, partiamo dalla confezione. Al momento dell’acquisto ci troviamo davanti alla più classica scatola con vetrinetta, tipica dei modellini automobilistici. Levando il cartone però già ci troviamo di fronte al primo transformer: “l’ involucro trasparente”. Questo è talmente ben sagomato e pieno di ripiegamenti che già liberare l’auto dalla suo prigione di plastica è un impresa.

Estratta l’auto, viene subito confermato tutto quello che di buono si intravedeva dalla vetrinetta. La riproduzione è splendida. Tutta in metallo, supera di parecchio le classiche serie 1:24 die cast di fattura commerciale, tanto per avere un paragone; il che considerando che non è un modellino di auto è tutto dire. La mia versione è la numero 8 in colorazione WRC ufficiale, ma esistono anche la versione con numero 7, una di colore azzurro più chiaro sempre con emblemi WRC (mai vista) e di prossima uscita quella con colorazione argento senza livrea rally. Le proporzioni sono perfette come anche la verniciatura, le decals e la finitura dei particolari. Gli interni (c’è una apposita foto che lo testimonia) sono dettagliatissimi. Le portiere sono tutte e quattro apribili come anche il baule e il cofano motore, le giunzioni che permettono al modello di trasformarsi sono per lo più celate nelle linee della vettura, mentre quelle più visibili hanno un allineamento perfetto (anche troppo come vedremo poi). Infine le magnifiche ruote sono sterzanti. Che dire, già di per se vale il costo di acquisto. Ma il divertimento arriva ora.

Preso il libretto in mano (senza scordatevi di poter trasformare l’aggeggio) si parte con la trasformazione e ruota da una parte, rovescia dall’altra s’arriva al tanto agognato SmokeScreen. E qui l’apoteosi per gli amanti dei transformer.

Del vecchio pezzetto di plastica immobile non esiste niente. Il modello ha un aspetto impressionante, molto espressivo e dalle proporzioni corrette. Ha una posabilità pari se non superiore a qualsiasi S.o.C. in circolazione ed un snodabilità anche superiore. Le articolazioni principali sono tutte snodabili con ampi angoli di rotazione, le mani sono articolare a tenaglia, soluzione pratica e funzionale che rende inutile un set di mani apposito per ogni funzione. I femori, ginocchi e caviglie sono tutti snodabili e garantiscono una notevole stabilità. Se devo sollevare qualche appunto posso dire che il collo non ha un’articolazione degna di questo nome e che l’arma è un po’ approssimata rispetto allo standard di tutto il resto. Altra cosa è necessario porre notevole attenzione durante la trasformazione perché, anche se il materiale è tutt’altro che scadente, la troppa brutalità potrebbe danneggiare i numerosi snodi che caratterizzano in particolare la parte superiore dei bracci, e la carrozzeria è pur sempre di metallo verniciato.

In conclusione: amate i transformer? COMPRATELO!!; amate i robottoni? COMPRATELO!! amate le belle auto? COMPRATELO!! Volete una scusa per non comprarlo? Se siete grandi e seri non resisterete alla tentazione di giocarci!

Brava Takara speriamo che continui così con gli altri Transformer in uscita.