apr 122013
 

Dopo il pesciaccio sulle auto di Ken Falco, passiamo a parlare di cose vere e quindi torniamo ai Brave già annunciati.

Oltre alla serie Astro Robot, che per ora purtroppo, non mostra prosegui, un altro brave che ha un po’ smosso il mercato è quello di Grendizer (Goldrake da noi).

E’ inutile negare che è un personaggio di forte richiamo e che ci CM’s, provando a proporlo in una versione direttamente confrontabile con il vecchio GX04 di Bandai, si dimostra sicuramente coraggiosa.

Da poco sono disponibili foto dettagliate del prototipo pseudo definitivo (con Cm’s non si sa mai).

Come da tradizione sono presenti alcuni gimmick legati alla cabina di pilotaggio ed alle armi del disco, tuttavia ancora non sono ben visibili il meccanismo di aggancio spacer/robot, cosa che fa il 90% dell’interesse per un perfect set.

Comunque quello che si vede è già molto, dalla colorazione “anime style”, buona parte delle soluzioni per l’articolazione e la posa, le armi.

Alto sui 20 cm e con una buona percentuale di metallo, resta da sapere il non trascurable dettaglio del prezzo vero fulcro del problema. Se questo sarà ragionevole, aspettatevi una recensione comparativa con il vecchio progenitore ed il nuovo SRC, sempre di Bandai.

apr 012013
 

Negli ultimi anni c’è un vendor che si è particolarmente messo in evidenza agl’occhi di noi collezionisti di mecha: Cm’s.

Non tutti sanno però, che Cm’s ha una produzione diversificata e non produce solo Brave goukin, ma anche figurini, action figure e … macchinine.

Orbene, è proprio dalla recente manifestazione hobbystica sulle automobiline, tenutasi nella Prefettura Esterna Shikoku, Cm’s Espone una grossa novità.

Dalle foto si chiarisce bene, perché la cosa si fa interessante:

La cosa buffa è che l’esposizione, è passata praticamente inosservata nell’ambiente, perché questa mostra è solitamente dedicata a modellismo statico e dinamico relativo a modellini in scala di veicoli e mezzi reali (come del resto la linea Supercar Collection di cm’s ospita) ed è stato solo per una coincidenza che un nostro lettore mi ha messaggiato l’info e le foto, pensando che non fosse una novità, invece mi sa tanto che potrebbero essere le uscite dell’anno.

I prototipi mi dicono essere abbastanza definitivi, sono ancora in resina, ma si parla di Die-cast e ruote in gomma. Cm’s quindi pare intenzionata ad aggredire il settore ex Popynica, con un il bel gruppo della squadra Sayongi! Appena possibile, vedo se riesco a scovare altre foto, perché il lettore per ora non mi ha fatto avere nulla live.

Quindi pronti, nella vostra vetrina …
tra i “robot” degli eroi,lasciagli un posto, perche’ tu da grande di lui ti ricorderaiiii!

 

Passato il periodo vi allego l’immagine originale priva dei loghi e marchi e con inquadrata anche un’altra famosa auto. Purtroppo non ho reali informazioni in merito a questi prodotti, spero però che lo scherzo porti fortuna ed un giorno possiamo inserire in collezione qualche mezzo nuovo!

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  • produttoreCM's
  • produzione: Novembre 2012
  • materiale: alluminio pressofuso / ABS / ATBC-PVC / POM
  • accessori: tre set di mani, due palder chuck.
  • altezza: 170mm circa
  •  peso: 349g
  • manuale: pieghevole a colori.
  • fornitore: privato
  • prezzo all’origine:  16,590 Yen

Premessa
Trasmessa fra il 1976 ed il 1977 Blocker Gundan IV Machine Blaster da noi conosciuta come Astro Robot è una serie della Nippon Animation di 38 episodi, mandata in fascia serale di Lunedì (fonte encirobopedia). Di per se la serie animata è di qualità dimenticabile, non presenta particolari spunti narrativi né particolari novità (se non che il capo formazione è il ciccione di turno invece che il bellone col ciuffo), se non per il fatto che nel mare magnum dell’età d’oro dei “robottoni” c’entrano di diritto anche gli Astro Robot. Però alzi la mano chi si ricorda la trama senza andarsela a rileggere o chi ricorda armi e noi dei mecha presenti.
Detto questo, stanchi dei mille-mila mazinghi è assolutamente positivo che, proprio come successo per il Gordian, Cm’s ci regala la possibilità di avere fra le nostre fila il chogokin di questi robot, partendo furbescamente dal quarto membro del team, quello forse più carismatico e che meglio è rimasto nella memoria dei 40′enni nostalgici, quello che, ammettiamolo, doveva essere il capo, il Bosspalder.
Per la verità Cm’s c’aveva già provato a proporre l’intera squadra, con la serie in “mass” in pvc ed abs, apprezzabile per lo sculpt, dimenticabile per tutto il resto. Vediamo allora che lavoro è stato fatto su questa versione metallica e se davvero val la pena trovargli un posto in vetrina.

La confezione: : ★★★★☆
Non mostra particolari novità, anche Cm’s pare aver trovato un suo standard e per uscite parche di accessori riesce a mantenere le misure entro un’accettabile compattezza. Cartonato di adeguato spessore e la grafica, questa volta molto azzeccata, contribuisce a dare una sensazione molto positiva. All’interno troviamo un unico solido contenitore di polistirolo, che ospita il corpo principale e gli accessori, tutti protetti dal proprio sacchetto trasparente.
Sempre come abitualmente fa, cm’s fornisce un telaietto con i tappi copri vite, lasciando alla discrezionalità del cliente se montarli o meno.
Le mancanze sono le solite già elencate più volte, il pieghevole a colori (qui privo di bustina protettiva) è poca cosa se paragonato al libretto di Bandai e sempre da Bandai, se fossero usati i blister per gli accessori, probabilmente avremmo una scatola ancora più compatta.

Dotazione ed Accessori: : ★★★☆☆
Come tutti i robot di “seconda linea”, già in origine non sono presenti molti accessori.
Bosspalder non fa eccezione e di conseguenza anche al sua riproduzione, come numerosità scarseggia.
Tuttavia, cm’s non fa mancare nulla, inserendo correttamente i palder chuck più tre paia di mani. Abitudine molto apprezzata è quella di fornire il modello anche di tappi compri vite, da applicare a scelta del cliente.
La qualità complessiva è buona, i dettagli ben definiti e dipinti, i materiali ottimi. Le due mazze ferrate sono dotate di catena in metallo e di connettore per agganciarle insieme, mentre le mani riportano i dettagli dipinti delle giunzioni sia delle falangi che del polso e non presentano distonia del colore rosso, identico a quello del corpo principale.
Nel solco della tradizione anche l’assenza di un qualsiasi stand espositivo e manca un effetto per rendere gli avambracci estensibili, come nel cartone animato.

Qualità e finitura: : ★★★★☆
Trovare difetti veri a questo Brave è dura. Cm’s conferma che, quando vuole, sa fare le cose per bene e colorarle in modo preciso.
Nell’esemplare esaminato, non ci sono sbafi di plastica, imprecisioni di colore visibili ed i dettagli, anche i più piccoli, sono resi molto bene.
In particolare mi è piaciuta l’uniformità del colore, fra le parti plastiche e quelle metalliche ed i dettagli della Freedom IV, la navetta del pilota.
Questa presenta parti trasparenti, come gli occhi e la cabina di pilotaggio ed è trasformabile per effettuare l’aggancio. Penso che questo sia il vero plus di questo modello, un pezzo che, per questa volta, pone Cm’s sopra allo standard dei soul of chogokin classici.
Come detto sopra, anche l’accessoristica è estremamente curata, sia come materiali che come colorazione.
Quello che non fa raggiungere il massimo della valutazione è l’effetto luminescente delle parti plastiche più sottili, che in particolari condizioni di luce risultano parzialmente trasparenti, anche se in vetrina è difficile che possa avvenire. In generale, fra i miglioramenti adottati, ancora manca quello della miscela plastica che fatica ancora a restituire una sensazione di qualità. Quello che viene in mente, quando si maneggiano le parti più sottili dei vari Brave è la plastica dell’ovetto kinder, per intenderci. Non è automaticamente vero che sia un materiale povero ed economico, però manca della giusta qualità percepita, che tali modelli meriterebbero.

Articolazioni e posabilità: : ★★★★½
Già dalla presentazione, era chiaro che questo trentanovesimo brave sarebbe stato interessante per le soluzioni adottate e così è.
Dico subito che anche in questo caso Cm’s si è impegnata per superare i limiti di tanti altri suoi precedenti prodotti e sfruttando in buona parte idee già presentate da Bandai, ha ottenuto una posabilità decisamente buona.
Tutto il robot è ben articolato e presenta numerose articolazioni telescopiche.
Caviglie, femori e spalle presentano connessioni a sfera ed estensibili, ginocchia e gomiti offrono angoli di piega ben maggiori di 90° ed il busto è collegato al bacino, sempre da un giunto sferico (curiosa la scelta di inserire un velo di pvc protettivo in fase di confezionamento).
Anche il collo presenta ben due punti di snodo, permettendo diverse combinazioni di movimento, anche se la particolare forma della testa non ne offre ampia escursione.
La soluzione più interessante è presentata nelle spalle. Queste sono estraibili e la seconda metà dell’articolazione incorpora, ma senza vincolarle le gator spin. Questo Bosspader, praticamente può congiungere le braccia, pur avendo torace prominente e gator spin. Davvero un ottimo lavoro.
Fin qui, i lati positivi, ma è chiaro che non tutto è roseo come sembra, o meglio è chiaro che CM’s qualche accrocchio lo deve fare.
Ci sono un paio di aspetti che meritano qualche riflessione. Il primo è la scelta di utilizzare perni caviglia sottili e non coprirli a dovere. L’articolazione è sì telescopica, ma a rientrare è la parte più spessa, così resta quella sensazione di vuoto, che in altri mecha classici (tutti quelli di Bandai) non c’è. Un elemento semisferico o semplicemente l’attacco grigio, spostato più in basso, avrebbe restituito un aspetto migliore ed avrebbe permesso di lavorare ad un’estetica del piede, sicuramente migliore.
L’altro dubbio, o meglio, criticità è dettato da alcune foto comparse all’indomani della distribuzione.
Il pernio del polso è solidale con l’avambraccio ed è relativamente sottile, mentre l’incavo ricavato nelle mani è decisamente preciso e obbliga ad una certa forza per poter inserire l’arto in sede. Personalmente, tenendo ben fermo l’avambraccio e facendo pressione, non ho avuto assolutamente problemi, ma resta una certa percezione di “pericolo” rottura.

Fedeltà: : ★★★★☆
La fedeltà è davvero buona. L’unico confronto che è possibile fare è sempre in casa Cm’s, con la versione Mass.
Rispetto a questa, dovendo presentare soluzioni tecniche più sofisticate, il design è stato rivisto e per alcuni aspetti risulta più slanciato.
Dire quale dei due sia corretto è cosa ardua, anche perché la versione animata ha una qualità e coerenza abbastanza bassa.
Non avendo fra le mani la versione di plastica, la comparazione su carta, mi fa propendere verso l’interpretazione del brave, con qualche dubbio per le proporzioni del petto e per l’aspetto allungato dei fori sugli spin.
Rispetto alla versione animata, l’unico compromesso che ho trovato rivedibile, sono le caviglie, mentre è ottima la riproduzione della testa.
Le mani, che in alcune foto di presentazione, parevano enormi, devo dire invece che sono del tutto simili alla versione animata, così come l’attacco dei polsi, dove la versione Mass si prende un po’ più di libertà.

Le soluzioni tecniche
Ci sarebbe da scrivere parecchio sulle soluzioni tecniche adottate su questo gx.. pardon brave goukin, ma cercherò di limitare le considerazione soltanto ad alcuni aspetti.
Intanto diciamo che sostanzialmente cm’s ha approcciato la realizzazione del Palder, basandosi su ciò che gli appassionati andavano elogiando da tempo sui S.o.C. di Bandai. Troviamo quindi articolazioni a scatto e telescopiche dall’estetica adeguata e poco appariscenti.
Tecnicamente la parte più interessante sono le spalle, per la soluzione dell’articolazione retrattile ad ampia escursione e lo spin non vingolato al corpo principale e la navetta traformabile che si aggancia al corpo principale.
I sistemi di apertura del petto e della fibbia sono meno originali e specialemente il primo ha imposto pesanti cicatrici lungo la parte bassa del busto, tuttavia considerando il poco spazio disponibile e lo spessore necessario per evitare eccessive fragilità, altre soluzioni non mi vengono in mente.
Anche le parti del gonnellino, restituiscono un po’ la sensazione di delicatezza, ma alla fine si sganciano e riposizionano senza problemi e Bandai le usa da tempo senza alcun problema.
Il punto debole, se esiste sono i polsi, però come detto poco sopra, agendo con la dovuta accortezza, non credo che siano così facili da spezzare come visto in una foto on line e dopo il primo sgancio/aggancio, lo saranno ancora meno.

Conclusioni - Media: ★★★★☆
Siamo arrivanti a tirari i fili di questa recensione.
Dunque questo Bosspalder è il miglior brave di sempre? E come si colloca rispetto alla produzione concorrente?
Direi che se prendiamo in considerazione la fascia di robot non trasformabili, con design classico, sicuramente questo è il miglior brave di sempre, proprio perché finalmente vengono sposate soluzioni tecniche già presenti fra i migliori mai prodotti e del miglior produttore, d’altro canto Cm’s ha una qualità molto più altalenante di Bandai, che sa far differenza nella scelta dei materiali e quasi sempre nella concretezza delle soluzioni adottate. Detto questo, sicuramente il Brave 39 è il più bandaiano dei goukin di cm’s, in senso positivo, restano ancora due aspetti fondamentali, sui quali è necessario porre evidenza: il prezzo, sempre e comunque alto in senso assoluto e l’incaponimento di cm’s nel non completare la dotazione con stand espositivi e presentare a volte soluzioni inutilmente complesse.
Per il resto, anche se tutto è perfettibile, è comunque davvero un bel prodotto che in vetrina non sfigurerà accanto ai S.o.C. classici, specialmente accompagnato dagl’altri tre machine blaster.
Infine segnalo che la differenza di design fa si che si possa anche optare per le versioni MASS di questi Astro robot, tuttavia per materiali e rifiniture penso che non siano prodotti equiparabili ed il prezzo richiesto, alla fine, arriva ad essere ancora più sbilanciato rispetto alla versione brave.

dic 162012
 
  • produttore: 
  • produzione: Novembre 2012
  • materiale: ABS / PVC
  • accessori: Ascia bipenne.
  • altezza:  170 mm circa
  • peso:  110g circa
  • manuale: nessuno.
  • fornitore: acquisto in fiera
  • prezzo all’origine: 6.090 yen

Premessa
Nella mitologia di Kotetsu Jeeg il popolo Aniba è una civiltà dal passato millenario appartenete al leggendario Impero Yamatai, che intende riconquistare la Terra poiché la reclama di diritto ed a capo di tale rivalsa vi è la spietata regina Himika.Himico ricostruzione
Se nel precedente Mazinger scomodava egizi, arabi, nazisti e soprattutto micenei, in Jeeg Nagai, pesca a piene mani dalle storie leggendarie del suo paese. In particolare torna fino al periodo del regno della regina Himiko al governo del regno Yamato… suona leggermente familiare?
Anche in questo caso la leggenda si mischia con la fantasia ed il regno tribale originale, nonché la sua “figlia del sole” nell’immaginario Nagaiano diventano un nemico formidabile, che dormiente da millenni nelle viscere della terra, torna a destarsi per rivendicare il diritto di occupazione del… Giappone.
Himika, da sciamana e matriarca si trasforma di regina demoniaca, dalle sembianze ferine (anche se nell’anime il suo volto non assume quasi mai i tratti del manga), spietata ma affascinante e sicuramente uno fra i protagonisti femminile più forti fra le varie serie storiche.
Purtroppo durerà per metà serie, fallendo come di consueto nello sconfiggere il protagonista della serie, verrà sostituita dal ben più demoniaco Imperatore del Drago.
Himika resta unica nel suo genere sia come design sia come profondità del personaggio, anche se comunque vincolata alle regole ferree sui nemici animati.

La confezione: : ★★½☆☆
La confezione è semplice, con vetrinetta in vista, scatola di medie dimensioni, con grafiche in linea con altre serie. Il cartone è sottile, ma adeguato, all’interno trova posto un ampio blister che garantisce la dovuta sicurezza al figurino. Tutto comunque ha un aspetto un po’ economico non certo rapportato al reale costo del prodotto.

Dotazione ed Accessori: : ★☆☆☆☆
Difficile essere generosi in casi come questo. Ovviamente un figurino è difficle che porti chissà quale dotazione ed in effetti Himika porta con se solo l’asca bipenne, che per altro ha anche nella serie animata. E’ davvero poco ma d’altro canto quella aveva nella serie e quella c’è.
Un paio di braccia in più avrebbe aumentato la varietà d’esposizione, ma soprattutto uno stand adeguato averebbe impreziosito il prodotto.

Qualità e finitura: : ★★½☆☆
Sintetizzando posso dire che la qualità è quella delle figure di una generazione fa. Sono abbastanza evidenti i segni di giunzione fra gli elementi e qualche segno di stampo. Da vicino si nota anche che i dettagli non sono verniciati con massima precisione. Ad eccezione del visto, i restanti particolari sono abbastanza grossolani se visti da vicino. Fortunatamente la dimensione ridotta del tutto, rende visibili queste imprecisioni solo ad un’attenta visione o avvicinandosi molto. Nel complesso ed in vetrina, il risultato è più che accettabile.
Come detto, tuttavia, non si possono fare paragoni con le produzioni attuali dei concorrenti o della stessa Cm’s su altre serie. Altro dettaglio che sbilancia in negativo il rapporto fra qualità e costo.

Posabilità: : ★★★☆☆
Il posizionamento, per essere stabile, richiede che venga impugnata l’ascia, altrimenti tende ad appoggiarsi sulla destra. Il manico dell’ascia, di materiale elastico, facilità l’impugnatura della stessa, tuttavia la posizione della mano vincola molto le possibile posizioni dato che risulta aderente alla gonna.

Fedeltà: : ★★★☆☆
Himika_designEsteticamente non ci sono molti appunti da fare e la rappresentazione è bella, tuttavia si tratta comunque di un’interpretazione odierna di quello che era la regina vista nel cartone.
I lineamenti sono più giovanili ed il corpo più snello ed affusolato. Himika nell’anime era più matura e possente quasi sempre richiamando i lineamenti massicci caratteristici della serie.
Questa versione, se vogliamo, si avvicina più alla regina vista in Shin Jeeg.
Anche qualche nota di colore è stata adattata per rendere più realistica la resa finale, con un certo abbassamento dei toni più accesi.
Nota maniacale, finalmente sappiamo cosa portava sotto la gonna. :-)

Le soluzioni tecniche
Come per il tema degli accessori, anche per le soluzioni tecniche, tirarle in ballo per un figurino pre-colorato è difficile, tuttavia, qualcosa da raccontare c’è.
Intanto si individuano bene le parti in cui è scomposto ed i segni di giunzione, non trattati fanno capire come le soluzioni adottate sia sostanzialmente riconducibili ad un grosso Gashapon.
Penso che un recaster in gamba non faticherà a smontarla, per ricavarne una resina.

Conclusioni: Media: ★★½☆☆
Cm’s non si smentisce ed anche questa volta ci regala prezzo alto e bocconi amari. Amari perché la realizzazione è bella, ma pecca di qualità. Qualità nell’assemblaggio, nella rifinitura e verniciatura.
Ovviamente in foto i problemi si evidenziano in modo abnorme. Nella figura intera di 17 cm è difficile che l’occhio capti certe imprecisioni, però è palese la distanza con le moderne figure prodotte da Bandai (tanto per fare un nome) e decisamente meno care.
E’ un peccato perché alla fine l’unico vero problema di questa rappresentazione è che si sposa male in una collezione di Chogokin, se solo fosse costata meno o rifinita meglio…