mar 062006
 
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  • produttore: bandai_logo
  • anno di produzione 2006
  • materiale: Metallo presso fuso – Plastica
  • accessori: Spada con fodero,set di mani, mantello in pvc, miniatura del Duca Gorgon (oav version)
  • altezza:
  • peso:
  • manuale: cartaceo, a colori
  • acquisto: Web Store Animeimport/Animeexport
  • assemblaggio : ★★★½☆
  • finitura e colore : ★★½☆☆
  • posa e articolazione : ★★★★☆
  • *estetica : ★★★☆☆
  • confezionamento : ★★☆☆☆
  • Media: ★★★☆☆

* in questa recensione il campo fedeltà è sostituito con un giudizio estetico

Sinceramente non so come iniziare questa recensione, per molti versi partire dalla valutazione di un modello, dalla sua versione limited non ha molto senso, ma vista l’improbabile circostanza di un mio acquisto delle versioni così dette standard, non ho molta scelta, e cercherò di dividere in due il giudizio finale, uno per il modello e l’altro per la versione, cercando di essere il più obiettivo possibile.

Cominciamo dalla confezione: questa si presenta decisamente grande, ma in stile tipico di Aoshima, ovvero grande figura centrale del modello, uno sfondo così così, sarcofago gigante di polistirolo bi-fronte, dalla parte del modello ci sono anche le spalline, i pugni ed la miniatura “omaggio”, dall’altra il mantello e la spada.

Superato lo shock dovuto alle dimensioni di questo Ankoku Dai-Shogun o Generale Nero, l’estrazione si presenta un po’ delicata sia per il peso sia per la forma delle articolazioni, che sembrano fatte specificatamente per graffiarsi.

Estratto il tutto, la caratteristica che salta subito agli occhi e che differenzia questo modello dal resto dei Die-cast finora trattati è la dimensione. Qui stiamo parlando di un modello dalle dimensioni fuori scala e con circa il 90% di metallo. Su questo lato non c’èankoku41 storia per nessuno qui Aoshima sbanca ed alla grande.

Al cospetto di cotanta mole, il dubbio immediato è sulla posabilità di questo bestione! Ebbene anche qui ci troviamo davanti da un semi-capolavoro. Nonostante la mole il modello è tutt’altro che statico. Le articolazioni se bene non innovative, permettono una posabilità superiore alla media (anche dei tanto vituperati S.o.C.). Caviglie, ginocchi, femori (con due punti di articolazione) spalle e gomiti permettono una flessibilità di pose veramente apprezzabile e maggiore è l’apprezzamento in considerazione delle dimensioni e del peso dell’oggetto in questione.

Dal punto di vista costruttivo, i materiali appaiono di buona qualità, il metallo è presente in abbondante quantità, la plastica non è eccessivamente rigida, il mantello, sebbene in gomma dura, non presenta particolari segni di finitura. Gli snodi sembrano solidi e non presentano eccessiva cedevolezza. Le articolazioni sono ben studiate e dimensionate, ed in generale la costruzione adotta soluzioni ampiamente collaudate, ma davvero funzionali. L’articolazione della coscia, ad esempio è tipica delle action-figure destinate al mercato dei giocattoli, ma qui permette la modello di assumere una serie di pose altrimenti impossibili. Permane l’errore di Aoshima che posiziona i pugni perfettamente ad angolo retto rispetto all’avambraccio, quando capiranno di dargli un po’ di angolazione? L’assemblaggio è nella media di Aoshima, le viti sono in mostra. Qualche perplessità la danno i gancini di ancoraggio dei copri spalla. Sembrano sottodimensionati ed un po’ fragili, ma sono elementi che non hanno necessità di essere rimossi una volta posizionati. Altro elemento un po’ dubbio è il gonnellino. Fantastica l’idea di non renderlo fisso, ma rischia di divenire alla lunga il vero punto debole di tutto il progetto. Il materiale di cui è fatto (gomma dura) non sembra l’ideale per mantenere forma e colorazione. Vedremo se col tempo troverò conferma alle mie preoccupazioni.

nm031Per quanto riguarda la presenza di accessori, questa è limitata alla sola spada con il relativo fodero come nel soggetto originale. Per un modello come questo, ovvero dotato di un solo accessorio, Aoshima si poteva sprecare di più. La spada è molto grezza e la realizzazione appare estremamente economica.

La figurina “bonus” evito anche di considerarla. Basti dire che sia per colorazione che per realizzazione è molto inferiore ai gashapoon che troviamo in circolazione.

Ok fin qui abbiamo parlato del modello, adesso entrerò nello specifico di questa versione, che va ricordato, è una versione limitata a 500 pezzi, espressamente richiesta dall’importatore Anime Import e che presenta un adattamento dei colori sul personaggio della serie televisiva (da qui il nome). Brevemente ricordo che ad oggi il Generale Nero di Aoshima lo si trova in 3 varianti, ovvero la normal, la kawai e quest’ultima.

La confezione ed il libretto sono identici alle altre versioni, l’unica variante esterna alla scatola sono le due etichette che riportano il numero di produzione con una piccola foto della variante di colore e il bollino di Anime Export, figliale nipponica di Anime Import

Passando al modello ammetto subito, che in foto non rende come dal vivo. Alcune tonalità (il celeste) non sono proprio rispettate, ma globalmente questo Dai-Shogun fa la sua figura. Il colore però presenta delle imperfezioni e globalmente sembra steso in maniera sottile. Questo porta ad una certa fragilità che si evidenzia negli angoli vivi e fra le giunture dove il metallo tende a sfregare. Alcuni segni erano già presenti all’apertura della scatola.

In particolare l’esemplare che ho aperto e fotografato, presentava segni da sfregamento sotto le ascelle ed un segno di sverniciatura da contatto sul polso destro. Per il restante la verniciatura seppur sottile ed un po’ approssimata risulta stesa bene ed i particolari del volto sono nella media per lo standard di Aoshima.

Il gonnellino in quest’esemplare presenta alcune deformazioni rese evidenti dalla colorazione più chiara. Qui la gomma dura di cui è composto mostra tutti i suoi limiti strutturali.

Maggior attenzione nella finitura del colore e soprattutto una serie di protezioni per lo stoccaggio, come quelle presenti sui ginocchi non avrebbero fatto certo male. Peccato bastava poco per evitare questi piccoli dispiaceri.

In conclusione, mi sento di sottoscrivere tutte le ottime impressioni che questo Ankoku Dai-Shogun aveva suscitato alla vigilia. Il modello è un must sia per dimensioni sia per posabilità. In vetrina fa la sua figura comunque sia colorato e, particolare di non poco conto, è il primo cattivo di Aoshima.

L’ideale sarebbe avere sia la variante nera che questa, ma il costo non proprio popolare, necessariamente induce a considerare attentamente l’acquisto. Da parte mi ho scelto questa versione per diverse ragioni, fra le quali vi è la decisione di sostenere quest’iniziativa da parte di un importatore italiano e l’affetto che nutro per il personaggio originale, anche se affiancarlo al povero “Grande” Mazinga è un’ingiustizia troppo grossa!

ago 182005
 
  • produttore: logo
  • produzione:  2002
  • materiale: metallo presso fuso, abs, pvc
  • accessori: 2 set di mani, 2 kaiser pilder, kaiser Scrander, Kaiser Blade, mano per “Friendlypose” con ShinGetter one, braiccia alternative, non articolate, con sistema di sparo, 2 missili centrali.
  • altezza: 210 mm
  • peso: 832g (con scrander)
  • manuale: cartaceo a colori, giapponese.
  • fornitore: stand Lucca Comics 2002
  • prezzo all’origine: n.d.

Premessa
Sulla scia dello ShinGetter e cavalcando l’onda dell’ amarcord la Sunrise ha pensato bene di rivitalizzare anche la saga principe di Go Nagai, quella dei Mazinga, ecco così sbucare dal nulla il “monumentale” Mazinkaiser. Più forte di tutto e di tutti, libero di porsi come unico baluardo contro le folli mire del redivivo dottor Hell assolutamente indifferente alla precedente continuità.
Come per lo Shin Getter, anche questa volta la Bandai non è sembrata interessata troppo al fenomeno revival ed ha lasciato nelle mani di Aoshima la licenza per la riproduzione del nuovo Mazinga in formato Die-Cast.
Dico subito che personalmente, sia come produzione animata, che per mecha design questo “kaiser” non è che mi sia piaciuto molto, ed il modello è stato acquistato solo perché durante Lucca Comics 2002 ho scovato un’offerta davvero imperdibile.

La confezione: : ★★★☆☆
Andiamo con ordine e partiamo con l’analisi della confezione. Come per lo ShinGetter, la scatola è discretamente compatta, il cartone è sufficientemente spesso, nulla di eclatante, come anche la grafica risulta modesta ma in linea con altre produzione del momento. Dietro viene riportata una bella foto che mostra la quantità spropostitata di metallo presente nel modello. Il polistirolo è bifronte, davanti presenta il robot più gli accessori base, sul retro trovano posto le parti del grosso Scrander e la spada. La grossa grana del polistirolo tende a perdersi pezzetti con facilità. Fate attenzione.

Dotazione ed Accessori: : ★★☆☆☆
Aoshima non brilla certo per la dotazione. Gli accessori si limitano allo stretto indispensabile e quindi due paia di pugni, un paio di braccia con meccanismo sparante (ne parlerò approfonditamente più avanti) spada e scrander, più due pilder uno specifico per l’aggancio. La finitura non è il massimo, specialmente i dettagli delle mani sono abbastanza grossolani. L’accessorio principale è sicuramente il Kaiser Scrander, le ali se pur nella sola forma raccolta, sono enormi. L’aggancio avviene tramite un lungo perno che si fissa alla schiena del robot esportando un antiestetico tappo. Una volta posizionato il tutto l’ effetto è garantito ma la soluzione è sicuramente poco elegante.
Bella pure la Kaiser Blade, forse l’accessorio meglio rifinito, anche se completamente in plastica.
I due Pilder sono abbastanza precisi nei dettagli.
Carine ma nulla di più le due braccia sparanti. Particolare la riproduzione dell’effetto sparante dei “Turbo Smasher Punch” ovvero prima la rotazione delle lame e poi il lancio del pugno. Non so come abbiano fatto, ma il sistema funziona, anche se risulta eccessivamente fragile e necessita della sostituzione dell’ intero braccio con uno apposito. Non posso dire che sia caratteristica comune, ma nel mio esemplare il braccio sinistro presentava il perno per fissare la mano è più piccolo del dovuto e per ovviare a questo problema ho trovato un piccolo adattatore. Cosa davvero strana e poco efficiente dato che le tolleranze non sono così precise.
Per finire dopo un paio di prove, nel braccio destro ha ceduto la molla di rotazione che richiederà l’apertura del braccio ed un’eventuale riparazione.
Come tradizione Aoshima vuole, niente stand, sinceramente se ne sente la mancanza.

Qualità e finitura: : ★★☆☆☆
Il modello oltre ad essere decisamente più alto del S.G. è notevolmente più pesante questo perché la quantità di metallo utilizzata è veramente molta, praticamente le uniche parti in plastica sono la testa, i pugni e gli elementi estetici esterni.
la verniciatura, è decisamente spessa ed appare resistente. Molto bello il particolare cambio di colore della parte posteriore delel gambe. Altri dettagli sono un po’ più grossolani. Anche la testa non presenta particolari difetti, pur mostrando un grado di precisione inferiore ai Gx di Bandai.
Dove veramente si perde è sulle mani.Queste appaiono poco definite sia per dettaglio che colorazione. I pugni chiusi risultano piccoli, mentre la versione per impugnare la spada risulta imprecisa e non ben sagomata lontano anni luce da quelle mostrate nel Gx-02.

Articolazioni e posabilità: : ★½☆☆☆
Il rovescio della medaglia, per tanto metallo è il peso che le giunture devono sopportare. Tutte le articolazioni principali sono dotate di step a scatto che garantiscono una buona stabilità su superfici d’appoggio ruvide. Ci sono però dei problemi se il modello viene sollevato o posizionato su piani lucidi. I passi delle articolazioni sono troppo ampi (questo probabilmente perché sono presenti denti di grosse dimensioni) così nell’intervallo fra uno step e l’altro, l’arto ciondola e si sposta di qualche grado. L’esito evidente è che basta sbilanciare un po’ l’intera figura perché questa tenda a cadere in avanti o indietro e rovinare a terra. Impossibile pure, ipotizzare una qualche posizione di volo. Sostenere in orizzontale le robuste gambe risulta impresa impossibile per gli snodi dei femori. Tutta questa “rigidità” è il prezzo inevitabile per un modello di questa fattura. Sicuramente sarà molto apprezzato dagli amanti del die cast, ma ci sono due aspetti che potevano essere decisamente fatti meglio e non avrebbero intaccato minimamente la percentuale di metallo presente. Le articolazioni di braccia e mani e testa. Se la parte inferiore del robot, presenta, come detto, robuste seppur cedevoli articolazioni, la parte superiore presenta soluzioni esteticamente discutibili e dalle limitate possibilità.
Le spalle possono muoversi agevolmente soltanto sull’asse sagittale, gli angoli di apertura sia frontale che trasversale sono limitati. Quindi tutta la parte superiore del corpo risulta decisamente statica.
Il gomito usa un sistema telescopico per poter garantire un angolo di circa 90°, funzionale quanto antiestetico. Altri modelli preferiscono sacrificare porzione dell’avambraccio ma guadagnando in ergonomia ed estetica. Così invece, se il braccio è completamente esteso, la figura risulta molto sproporzionata, mentre l’articolazione a vista è di una bruttura indicibile.
Infine i pugni oltre che piccoli, sono imperniati verticalmente ed il polso non è articolato. La sensazione di irrigidimento è totale.
La testa presenta una scarsa posabilità con un solo punto di articolazione alla base del collo. Un po’ poco.
Nota finale riguarda l’uso di una plastica color giallo/verde presente delle giunture delle anche e come dietro la schiena, davvero antiestetica.

Fedeltà: : ★★★☆☆
La fedeltà, in generale è buona, la forma possente e le proporzioni principali è ben resa. Il colore primario anche se a prima vista risulterebbe nero, contrariamente alla versione animata e di un blu molto scuro, una scelta abbastanza discutibile che non permette di superare di tanto la sufficienza. Ad oggi, vi sono altre 2 serie speciali, una con le braccia e le gambe blu (come per i vecchi Mazinga) e l’ altra con un effetto metallizzato sulla vernice. Entrambe hanno le parti qui verniciate in bianco, color argento, come nei S.o.C, ma per il resto appaiono più come un espediente commerciale. Sicuramente Aoshima non si farà mancare ulteriori numerosi recolor, come da sua tradizione. Lo Scrander risulta completamente inventato per quanto riguarda la forma delle ali, mentre la spada è sufficientemente fedele.
Rispetto alla versione animata, probabilmente ci troviamo davanti ad una buona riproduzione, sarebbe stato molto migliore, curando qualche dettaglio in maniera più meritevole.

Conclusioni - Media: ★★½☆☆
In conclusioni, anche sorvolando sul mio giudizio personale, a voler essere obiettivi è ragionevole ritenere questo modello non proprio all’altezza.
L’approssimazione delle finiture, la discutibile scelta per alcune articolazioni e la superficialità realizzativa e progettuale di alcune parti, minano il giudizio che altrimenti sarebbe del tutto positivo.
Se siete stai rapiti dalla serie animata o avete la possibilità di reperire un esemplare a prezzi non superiori ai 100 € allora fateci un pensiero, altrimenti lasciate perdere.

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  • produttore : logo
  • anno di produzione 2002
  • materiale: Metallo presso fuso – Plastica
  • composizione: Shin Getta, set di pugni, 2 ali,
    Tomahawk Falce
  • altezza :
  • peso :
  • manuale: cartaceo, a colori, lingua giapponese.
  • acquisto: Lucca Comics 2003
  • assemblaggio : ★★★½☆
  • finitura e colore : ★★★½☆
  • posa e articolazione : ★★★☆☆
  • *estetica : ★★★½☆
  • confezionamento : ★★☆☆☆
  • Media: ★★★☆☆

* in questa recensione il campo fedeltà è sostituito con un giudizio estetico

Inizialmente avevo volutamente ignorato tutte le versioni BLACK in circolazione siano esse Bandai o di altro produttore.
Poi con il passare del tempo ho avuto delle occasioni per l’acquisto di alcuni pezzi, e così qualche black è entrato a far parte della mia collezione.

Questo Shin Getta “devil wing” è l’ultimo nonché il più interessante.

Originariamente doveva essere un’edizione stra-limitata., ma come succede spesso alla fine di limitato non è rimasto un gran che e quindi sono riuscito a trovarlo intorno ai 90Euro.

Dico subito che il modello a livello di costruzione è identico all’originale colorato (come anche le altre miriadi di limited version); quindi pesante e con buona articolazione. Rispetto al fratello però si nota una finitura più grossolana ed anche le articolazioni sembrano più cedevoli. Per fare un esempio i pugni, che si inseriscono a forza, dopo un paio di cambi diventano cedevoli, cosa che nel vecchio modello non è mai
accaduta.

La confezione è praticamente identica a quella del normal color, se si esclude la presenza della falce (che non ricordo di aver visto nella serie animata) inserita anche in altre special versioni.

La particolarità di questo modello, unico nel suo genere è anche il motivo per cui l’ho acquistato risiede non tanto nella colorazione che risulta comunque elegante e ben fatta, ma nella
FLUORESCENZA di alcune parti. In particolare si illuminano al buio tutte le zone verdi del volto e le parti semitrasparenti (dove si intravedono i meccanismi interni per intenderci). Il tutto fa davvero un certo effetto e si ispira molto alle scene iniziali dell’ OAV, quando si vede lo SHINGETTER al buio. La tinta fluorescente di per se è di ottima qualità e molto luminosa, aumentando l’effetto.

Meno interessante ed a parer mio elegante la fluorescenza assegnate anche alla lama dell’ormai mitico gigantesco Tomahawk ed alla semi conosciuta falce.

Altra caratteristica tipica di questo modello sono le gigantesche ali a pipistrello; anch’esse di grande effetto, ma prive del meccanismo a scatto per l’apertura, un peccato!

Tirando le somme, mi sento di consigliare questo modello solo a chi non fa del purismo un dogma. Se si riesce a sorvolare su questo, lo si può apprezzare sicuramente per l’imponenza e per l’eleganza,
specie se esposto con le ali montate che rendono ancora più “cattivo” il “mostriciattolo”.

ago 182005
 

  • produttore :
  • anno di produzione 2001
  • materiale: Metallo presso fuso – Plastica
  • composizione: Shin Getta, set di pugni, 2 ali,
  • Tomahawk
  • altezza :
  • peso :
  • manuale: cartaceo, a colori, lingua giapponese.
  • acquisto: www.giocattolivecchi.com
  • assemblaggio : ★★★½☆
  • finitura e colore : ★★★☆☆
  • posa e articolazione : ★★★☆☆
  • fedeltà : ★★★☆☆
  • confezionamento : ★★☆☆☆
  • Media: ★★★☆☆

Grosso, veramente grosso! E cattivo!

Queste sono le caratteristiche salienti del nuovo Getter Robot nell’ OAV che lo ha manifestato al mondo, e queste sono anche le caratteristiche di questo modello.

E’ stato il mio primo modello robotico non Bandai e devo dire che il livello qualitativo non fa certo rimpiangere la serie Soul of Chogokin. Appena aperta la confezione si nota subito la notevole
dimensione del robot che campeggia al centro del sarcofago di polistirolo. Gli accessori, rispetto allo standard Bandai sono abbastanza scarsi, manca, tanto per dire, la get machine, ma a bilanciare il tutto ci pensa l’ iMMenso Tomahawk con asta in metallo! Uno Spettacolo!

Il modello rispecchia nelle proporzioni e nella colorazione il corrispettivo animato, e ne mantiene anche il carattere abbastanza aggressivo. Tirandolo su dalla custodia si affronta un altro aspetto di questa meraviglia: è PESANTISSIMO! C’è metallo ovunque! Il problema caratteristico dei modelli in metallo sono le giunture. Spesso queste non hanno una resistenza adeguata per poter permettere una buona posabilità e stabilità in cere posizioni. Orbene, questo modello della Aoshima, va’ preso come riferimento. Non solo gli snodi sono solidi, ma offrono anche la giusta resistenza che permette al robot di mantenere ogni tipo di posizione, ma nel contempo non impediscono un movimento fluido delle articolazioni.

Come ulteriori accessori ci sono le due ali da fissare alle spalle e che mediante un’ulteriore tocco di classe sia aprono a scatto ed uno scarno set di pugni.

Se non si fosse capito, tirando le somme, questo modello mi è piaciuto molto. Rivaleggia e per molti aspetti supera i concorrenti della Bandai, anche se una base di appoggio la potevamo mettere! E magari inserendo un manuale cartaceo un po’ più completo e con qualche accorgimento sulla precisione di verniciatura (resistente e spessa a dovere, ma un po’ imprecisa sui bordi di qualche particolare) il modello avrebbe raggiunto la perfezione.