E’ passato molto tempo da quando ho cominciato questo hobby e devo dire che guardandomi indietro ce ne sono voluti di scatti per imparare qualcosa e renderlo metodo.

Sicuramente l’evoluzione del digitale ha aiutato parecchio. Gli scatti che parevano fantastici con la mia prima Nikon Coolpix 2000 oggi mi sembrano poca roba e pieni di difetti (non solo quelli dell’autore :-P ), ma di regola un buon fotografo riesce anche con scarsi mezzi, quindi anche se è importante dotarsi di una macchinetta adeguata, è anche importante imparare dai propri errori e darsi un metodo.

Proprio in questi giorni sto riscontrando,infatti, quanto sia importante un buon approccio, metodico e soprattutto poco improvvisato. Cosa che, per inciso, mal si lega al poco tempo che ho per scattare ed alla scarsa memoria che mi contraddistingue.

Da qui mi è venuta l’idea di cominciare a scrivere qualche riflessione e qualche piccolo e banale suggerimento per ottenere risultanti decenti, senza ripetere di continuo gli stessi errori.

Aiuterà molto più me che voi, ma spero che possa comunque essere apprezzato.

Ovviamente il tutto sarà reperibile nella sezione HOW TO… sicuramente NON a strettissimo giro.

 

Dato che è ufficialmente uscito in patria, da poche ore cominciano a comparire le prime foto “al vivo” del Gx59 ovvero Future Robo Daltanius.

Inutile ripetere che questo è un modello molto atteso e che il fiume di critiche sulle varie soluzioni adottate è ben lontano da arrestare il suo corso.

Ciò detto, grazie alla gentile concessione di Mr Elljay che sul suo sito ha pubblicato le splendide foto che vedete poco sotto, finalmente possiamo porre la porale fine a tutte le ipotesi e cominciare a giudicare il modello finito e che prima o poi arriverà anche fra le mie mani per un’attenta recensione.

Tralasciando tutti i particolari che ho potuto osservare all’anteprima di Lucca ed i difetti che sono rimasti immutati rispetto al progetto ed al proto, la prima cosa che salta all’occhio è la colorazione del blu, decisamente meno cupa di quanto visto fino ad oggi.

Altro particolare che emerge nettamente è la buona posabilità, la disposizione degli accessori e dei componenti che richiama un po’ il vintage di Popy, un accessorio (per la verità non troppo impegnativo) per simulare la crocie nella mossa finale.

Confermata (purtroppo) l’assenza dei mezzi ausiliari, mentre gli accessori si confermano essere gli stessi del vintage.

Confermato anche lo stand minimalista. Tendenza questa di Bandai, che francamente mi dispiace un po’.

Questo il link alla Recensione Originale.

E questo è tutto… per ora.

 

Visto che pare essersi concretizzata una certa concentrazione di uscite fra le varie case costruttrici, proviamo a fare un breve resoconto di quelle un po’ più interessanti:

5 Febbraio 2011: Soul of Chogokin GX-58 Earth Defense Force flagship Andromeda
  • Materiale: ABS / PVC / Zndc
  • Prezzo indicativo: 26.250 Yen
  • Lunghezza totale – 440 millimetri
28 Aprile 2011Soul of Chogokin GX-59 (Darutaniasu) Daltanious
  • Materiali: Diecast / ABS / PC
  • Prezzo indicativo: 23.100 yen
  • Altezza: 270mm
xx Maggio 2011: Brave Gokin 35 KOTETSU JEEG
  • Materiale: Diecast / PVC / ABS / PA
  • Prezzo indicativo: 26.040 Yen
  • Altezza: 160mm
xx Luglio 2011Soul of Chogokin GX-60 God Sigma
  • Materiale: Diecast / PVC / ABS / PA
  • Prezzo indicativo: 24.150 yen
  • Altezza: 300mm
 

Prosegue il restauro delle gallerie fotografiche più vecchie.

Da poco ho iniziato a rielaborare le foto originali del Gx04 ed a scattarne di nuove. Pare ieri, ma le foto sono del 2002 son passati ben otto anni. Non l’avrei mai detto!

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